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savonanews.it | 17 agosto 2016, 17:00

I conti turistici senza l'oste

I conti turistici senza l'oste

Il governatore Toti lo ha spiattellato nel grugno: "La Liguria è finalmente tornata al centro degli interessi degli italiani". Il giorno dopo Ferragosto. Un tagliando premuroso, nel senso che voleva rassicurare gli operatori del settore turistico, ma anche caratterizzato da quella che in dialetto si chiama sprescia.  

E' stato un buon mese di agosto per il turismo, con l'assalto ai litorali, senza dubbio. Il presidente della Regione giustamente esibisce i dati dell'Osservatorio: dopo l’ottima crescita di giugno (+ 5,5% rispetto 2015), a luglio la tendenza è di un +3% rispetto 2015 con un incremento del 10-12% rispetto al 2014. Per quanto riguarda la prima metà di agosto, i dati della Cna rivelano il tutto esaurito (98% di riempimento) degli stabilimenti balneari nella settimana di Ferragosto. 

Questo il quadro. Parziale, però. Bisognerebbe attendere la chiusura della stagione per affermare che "la Liguria è finalmente tornata al centro degli interessi degli italiani" e, almeno, facendo il confronto con i flussi del quinquennio, se non del decennio, precedente. Così, invece, suona un po' come una strigliata all'amministrazione scalzata, quella di Burlando, che pur a sua volta (ogni anno) sciorinava dati celebrativi. Se c'è un merito, comunque, è di chi lavora tutti i giorni nell'accoglienza e i frutti del marketing finanziato da via Fieschi, semmai, si vedranno fra qualche tempo.  

Certi dati crudi e secchi possono essere cucinati come meglio si crede. Resta il fatto che nessuno si prende la briga di ridisegnare la visione urbanistica e l'accessibilità del territorio, vero problema per un'implementazione qualitativa del turismo. Nessuno si occupa di allentare i lacci burocratici che impediscono la sempre invocata destagionalizzazione. Tutti parlano della concorrenza della destinazioni straniere, pochi tirano in ballo, per esempio, la concorrenza navale: lo "strapotere" navale di permette prezzi più bassi e acquisti "a porto franco" e costo del personale molto inferiore per accordi internazionali personale navigante. 

E' sacrosanto esultare per i numeri, anche parziali. Un po' meno elegante, invece, è far passare il messaggio che sino all'8 luglio dello scorso anno (insediamento giunta Toti) gli italiani avrebbero snobbato la Liguria turistica. I conti occorre farli con l'oste che, in questo caso, è Giovanni Toti stesso... con tutto e il grande rispetto per l'assessore Berrino. 

Un buon oste dovrebbe tener conto non solo di quanti avventori trapassano la soglia per entrare, ma anche di quanto e cosa consumano. Per questo servono strumenti statistici nuovi che tengano in considerazione non soltanto i dati schietti di arrivi, presenze e soggiorni, ma anche quelli dell'impatto economico su ciascuna categoria interessata dal movimento turistico. Il conto arriva sempre alla fine. 

Felix Lammardo

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