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Cronaca | giovedì 08 dicembre 2016, 07:30

L'altra faccia della medaglia: quando i profughi sono una risorsa, non un problema

Ad Albenga i profughi stanziati a Campochiesa sistemano in campetto a 5 della parrocchia del Sacro Cuore

Esplode in caso profughi ad Ortovero con le preoccupazioni di amministratori e residenti in merito all'ordine pubblico, alla sicurezza e all'opportunità di aiutare “loro” invece che famiglie locali, ma esiste anche un altro verso della medaglia, la storia di 7 profughi, che ad Albenga stanno lavorando per sistemare il campetto a 5 della parrocchia del Sacro Cuore.

Si tratta di sette giovani, quelli che volontariamente si sono messi a disposizione per effettuare piccoli lavori di manutenzione e tenersi da un lato impegnati, dall'altro lato aiutare la società e ottenere un punteggio più alto nella presentazione della domanda di asilo.

Sette ragazzi che provengono dall'Eritrea, dalla Somalia, dalla Costa d'Avorio e dal Senegal che sfuggiti da luoghi di guerra sono giunti in Italia per cercare un futuro migliore e come ogni ragazzo hanno sogni nel cassetto e speranze per il domani.

Così c'è un ragazzo che racconta parlando in francese stretto di arrivare dalla Costa d'Avorio e di avere 23 anni e il sogno di giocare a calcio e rimanere in Italia un posto tranquillo dove vivere.

Poi c'è un altro giovane che con ai piedi le sue ciabatte si esibisce in saluti appariscenti come una star, questo il suo sogno mentre raccoglie pietre nel campo da calcio.

Storie, storie di persone, di ragazzi che chiedono l'opportunità di ottenere un futuro migliore e cercano di farlo con rispetto ed educazione nei confronti degli operatori che li seguono per dar loro una mano ad integrarsi e darsi da fare.

Mara Cacace

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