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Politica | sabato 17 dicembre 2016, 16:53

Dacquino: “Un PUC per salvare Borgio Verezzi”

Il fiore all’occhiello sarà la nuova passeggiata, ma accanto a essa saranno tante le iniziative per “ripensare” il paese dal punto di vista urbanistico e offrire così un maggiore appeal per il suo rilancio

Lo studio nel quale Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi, ci riceve per fare il punto sulla situazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale), è una specie di “antro delle meraviglie”, nel quale convivono computer e cimeli di famiglia antichi anche di uno o due secoli, classici della letteratura, libri d’arte e di storia ligure accanto ai manuali d’uso dei software più avanzati. E il “suo” PUC (in realtà non solo suo, ma frutto di un team di esperti), rispecchia un po’, in chiave urbanistica, questo mix di amore verso la tradizione e di desiderio di innovazione, uno sguardo rispettoso verso il passato e un occhio rivolto al futuro.

E a dimostrare che il Piano Urbanistico Comunale (PUC) non è soltanto “suo”, appunto, ma ha letteralmente preso forma tra la gente, il sindaco elenca alcuni numeri: “Fino a oggi a Borgio sono stati organizzati dieci incontri pubblici dedicati a questo tema, senza contare gli appuntamenti in campagna elettorale nei quali si è trattato l’argomento, oltre a 53 incontri, tutti documentabili, ogni martedì con un tecnico, per spiegare alla cittadinanza gli interventi in programma. Alla prima presentazione ufficiale del PUC avevo convocato tutta la maggioranza, la minoranza e gli organi di informazione locale. Quindi, chi dice che è stato deciso tutto in una sorta di clandestinità, senza trasparenza, senza coinvolgimento di enti, associazioni e della gente, o è in malafede, o è un disturbatore professionista capace soltanto di lamentarsi per principio, o sta già facendo campagna elettorale”.

Fatta questa precisazione, Dacquino passa all’analisi tecnica: “I punti-chiave sono questi: Borgio Verezzi oggi è l’unico paese che non ha né una vera passeggiata a mare, né un centro storico vivibile, pedonale e non macchinabile; ci sono evidenti problemi di viabilità e tutti questi aspetti hanno, negli anni, indebolito il tessuto economico e commerciale locale, che va rilanciato. Altre grandi priorità sono: la salvaguardia di Verezzi, i parcheggi in località Roccaro e stiamo ragionando su diverse opzioni possibili per semplificare i collegamenti viari che portano al cimitero. Inoltre è innegabile che oggi la strada che collega Borgio a Verezzi è quella che è, con tutti i suoi limiti, per cui stiamo studiando la possibilità di allargarla in alcuni punti per rendere più agevoli le manovre degli automobilisti. Gli interventi sul Torrione sono già stati finanziati tutti, si tratta soltanto di definirne e ultimarne alcuni aspetti”.

Si tratta di infrastrutture di grande rilevanza per tutto il territorio e, a tal proposito, Dacquino commenta: “Prima di noi sono stati prodotti 450mila metri cubi di cemento in 50 anni, ma oltre a questa urbanizzazione selvaggia di opere pubbliche non ne ho viste”.

E a proposito di grandi opere pubbliche: “La nuova passeggiata costerà 2,2 milioni di euro e congiungerà Borgio a Ponente con Pietra e a Levante con Finale con l’obiettivo di rivitalizzare una zona oggi brutta e trascurata, cioè quella che oggi, verso la Caprazoppa, comprende il cimitero e il depuratore, rilanciandola e abbellendola in chiave turistica. Dalla passeggiata partiranno delle direttrici verso il centro che comprenderanno parchi e altre aree verdi, zone commerciali e tutto quanto possa rilanciare la città. I già citati parcheggi in località Roccaro colmeranno un’esigenza manifestata da quel quartiere, arricchendo così in modo ulteriore un quadro che oggi conta circa 600 parcheggi totalmente liberi, 283 a pagamento e 99 riservati ai residenti”.

Gli ambientalisti hanno sollevato qualche perplessità sul parco ENEA. “Troppe strumentalizzazioni su un’area che invece sarà del tutto non invasiva e avrà una grande valenza nel campo delle energie alternative e un solido interesse culturale e di educazione ambientale”, commenta il sindaco.

Per quanto riguarda le cubature, spiega Dacquino: “Il 10% sarà dedicato all’edilizia sociale, e questo è importante. Ma ridurremo il cemento, grazie anche a una campagna di indagine sui cosiddetti ‘falsi residenti’ che abbiamo condotto negli ultimi anni e che ha portato a una riduzione media di circa il 7% della popolazione. Le uniche cubature nuove sorgeranno proprio nel tratto verso Finale Ligure: saranno quattro moderne palazzine per complessivi 5.200 mq (una media di 300 mq a piano)”.

A tal proposito, il sindaco commenta: “Qualcuno ha obiettato che nuovi appartamenti significherà far scendere il valore degli immobili. Io lo vedo un aspetto positivo: avere dei prezzi più accessibili magari farà tornare a Borgio Verezzi tante di quelle giovani coppie e famiglie che oggi acquistano casa nell’entroterra perché costa meno. Noi oggi abbiamo fatto di tutto per aumentare le presenze e, in termini turistici, il teatro e le grotte in tempi recenti hanno regalato numeri da record. Adesso non resta che lavorare per aumentare i residenti, in modo da rilanciare il commercio”.

Proprio a proposito di teatro e di grotte, commenta con amarezza Dacquino: “Sono due tratti distintivi della nostra città: perché non vedo i negozi del centro tappezzati di foto e di manifesti che richiamino il teatro e le grotte? Quando vai a Venezia vivi il Carnevale di Venezia tutto l’anno e quando vai a Pisa vedi la torre di Pisa ovunque. Dovremmo imparare a promuovere meglio le nostre peculiarità e il nostro patrimonio, e questo non riguarda soltanto Borgio Verezzi ma tutta la provincia. Allo stesso modo dovremmo puntare di più sui prodotti del territorio: far trovare in tutti i negozi del paese il nostro olio, le nostre eccellenze alimentari, dal pesce del nostro mare agli ortaggi delle nostre fasce. Mi piacerebbe che alcuni di questi negozi dedicati al territorio sorgessero in prossimità di piazza San Pietro, un luogo bellissimo ma oggi poco vivo, che ha bisogno di ritrovare il suo appeal”.

Conclude il sindaco: “Stiamo facendo opere che potevano benissimo essere fatte 30 anni fa, quindi mi domando: quei soldi dove sono stati spesi?”

Alberto Sgarlato

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