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Agricoltura | domenica 18 dicembre 2016, 17:00

Borgio Verezzi e Finale Ligure in prima linea contro il punteruolo rosso

Alcune palme recentemente tagliate e altre in cura intensiva, ma questo coleottero è più infestante e tenace di quanto si creda e, al momento, non esistono rimedi definitivi

Uno dei problemi che si sta manifestando in modo sempre crescente, a livello ambientale, nei nostri comprensori, è quello del punteruolo rosso. Questo coleottero è altamente infestante, estremamente resistente e aggredisce le palme senza lasciar loro alcuno scampo.

L’animale è originario dell’Asia ma, proprio in virtù di questa sua tenacia, attraverso traffici commerciali via nave o su trasporto gommato, è arrivato dapprima in Medio Oriente e da là alla Spagna e alla Francia, per poi approdare anche in Italia. Il primo avvistamento nella nostra nazione risale al 2004: la segnalazione era arrivata da un vivaista di Pistoia che aveva comprato delle palme ornamentali dall’Egitto. Da lì a propagarsi a tutto il territorio nazionale il passo è stato davvero breve, e nel 2005 questo coleottero curculionide era già presente in Liguria, Abruzzo, Marche, Lazio, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

In questi giorni i Comuni di Borgio Verezzi e Finale Ligure sono stati costretti ad abbattere alcune palme, ormai devastate dal punteruolo rosso. Commenta a tal proposito il sindaco di Borgio Verezzi, Renato Dacquino: “Il nostro comune ha sempre creduto molto nella lotta al punteruolo rosso, tanto che nel 2016 Borgio Verezzi ha investito 33mila euro in questi programmi di cura delle piante, una somma praticamente paritetica a quella della vicina Finale Ligure, nonostante il comune vicino sia molto più vasto, sia per superficie, sia per numero di piante. Il problema è che oggi non esiste ancora un rimedio sicuro per sconfiggere il punteruolo. Noi al momento abbiamo dovuto tagliare una dozzina di palme ormai spacciate, mentre molte altre sono sottoposte a cure intensive, nella speranza di salvarle. Purtroppo è doloroso, ma so di comuni nei quali la situazione è ancora più grave: A Sanremo, ad esempio, di palme ne hanno dovute abbattere già 180”.

Sulla stessa linea di pensiero di Dacquino è anche Andrea Guzzi, assessore ai lavori pubblici del comune di Finale Ligure: “Ammetto che è sempre doloroso dover tagliare una pianta, ma mi sembra davvero di combattere la lotta di Davide contro Golia. Tanto che mi sento di affermare che la Liguria sarà costretta a riprogettare la sua idea di verde pubblico e dovremo abituarci, nel giro di 10 o 15 anni al massimo da adesso, ad immaginare un territorio caratterizzato da un’alberatura totalmente differente”.

Alberto Sgarlato

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