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Savona | 13 gennaio 2017, 17:00

Finte Province, sopravvivenze zoppe

Finte Province, sopravvivenze zoppe

La bussola politica d'inizio anno è tarata sul rinnovo simil-elettorale della Provincia di Savona. E' lì che si sono concentrate le polemiche. Su un ente che è stato depotenziato, azzoppato e in qualche misura ridicolizzato da una riforma nata stanca. Una riforma varata nonostante la Costituzione, a spese della geografia istituzionale della Repubblica.

Affossato il referendum renziano, che fra l'altro prevedeva l'eliminazione definitiva delle Province, questi enti sopravvivono sulla Carta e la riforma Delrio continuerà per un bel pezzo a restare monca. Come scatole quasi vuote, prive ormai di funzioni decisionali serie, di risorse umane e finanze: così si trascineranno in avanti le Province.

Ridefiniti come enti di secondo livello, isolati nell'autocompiacimento della politica (escludendo il voto dei cittadini), gli enti provinciali ora rappresentano il caos della ripartizione delle competenze tra Regioni ed enti locali. Eppure anche quella savonese, come le altre Province, è chiamata ad occuparsi di materie importantissime per il territorio: scuola, ambiente, strade. Materie che meriterebbe assai più coordinamento e attenzione. 

La recente vicenda degli autovelox nel ponente savonese ben rispecchia la deriva "amministrativa" innescata dalla riforma Delrio. 

Felix Lammardo

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