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Attualità | giovedì 19 gennaio 2017, 09:23

Profughi con tute simili a quelle anti-contagio: la denuncia del Coisp

"La nostra preoccupazione è rivolta verso le Forze dell'Ordine e i cittadini"

“Quanto si è assistito in una notte della scorsa settimana presso un’Area di Servizio situata in un’autostrada della nostra Regione, è un’ennesima conferma della gestione approssimativa dei migranti che continuano ad arrivare con i barconi nel sud Italia e smistati su tutto il territorio nazionale”. Così Matteo BIANCHI, leader del COISP Liguria in merito all’ennesimo fatto preoccupante sul tema legato all’immigrazione.

"Alcuni cittadini, sperando non fossero presenti anche dei minori, si sono trovati di fronte ad una scena in stile film di Steven Spielberg: decine e decine di migranti all’interno di un autobus, alcuni di loro stavano trasbordando su altri mezzi per essere poi smistati presso le strutture individuate per l’accoglienza, che avevano come abbigliamento delle tute di colore bianco e calzari in stile 'sala operatoria' che pare più adatto quando si ha la necessità di entrare in zone sterili o cercare di evitare contagi e non per effettuare viaggi di miglia di chilometri. Quello che più preoccupa ed inquieta è il cercare di capire le motivazioni di un così strano ed inusuale abbigliamento che di solito viene utilizzato, come già detto, in caso di possibili problematiche legate al contagio di qualche malattia potenzialmente infettiva".

"Ovviamene - ancora Bianchi - la nostra preoccupazione è in primis rivolta verso tutti quei rappresentanti delle Forze dell’Ordine che sono entrati in contatto con queste persone sia per servizio che non, ma anche per tutti quei cittadini che si sono trovati nelle zone dove gli stessi migranti sono passati e si sono fermati per effettuare il trasbordo che, ricordiamolo, non erano aree private ma zone pubbliche di libero accesso. Non vogliamo".

Conclude Bianchi: "Insinuare nulla o creare allarmismi, però nel dubbio abbiamo inoltrato delle lettere alle autorità competenti per capire la reale necessità di far utilizzare agli immigrati un abbigliamento così inusuale e quindi capire se esistono potenziali pericoli sanitari per gli operatori delle Forze dell’ordine che hanno partecipato a questo servizio o per tutti quei cittadini che indirettamente sono entrati in contatto con i luoghi ove questi migranti 'bardati' hanno sostato. Se alla fine emergerà che non esiste nessun tipo di pericolo allora perché obbligare delle persone ad effettuare un viaggio così lungo e stancante con addosso una tuta e dei calzari che, come è noto, non sono per nulla traspiranti e consoni per un viaggio ? Speriamo che chi ha preso questa decisione così inusuale fornisca al più presto tutte le spiegazioni possibili per far luce su tale “strano” episodio… Con la salute pubblica non si transige!!!!". 

c.s.

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