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Cronaca | giovedì 19 gennaio 2017, 07:15

Percepivano assegni sociali illegittimamente, nei guai 4 stranieri tra cui un ristoratore alassino

L'elargizione dei benefici da parte dell'INPS è stata immediatamente bloccata ed è al vaglio degli inquirenti il recupero delle somme illecitamente percepite e l'eventuale sequestro di denaro e beni nella disponibilità degli indagati.

Percepiva gli assegni sociali dell'anziana mamma in Cina, ristoratore alassino nei guai con la Guardia di Finanza.

Questo solo uno dei casi scovati dalle fiamme gialle di Savona nell'ambito di un servizio di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria svolto attraverso la dipendente Compagnia di Albenga guidata dal comandante Cocola, in materia di illecita percezione di assegni sociali erogati dall'INPS, coordinato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, dott. Ubaldo Pelosi.

Per capire meglio la vicenda occorre fare una parentesi per spiegare che, la normativa (Legge n. 335/95 art. 3) prevede la possibilità di beneficiare di tale forma contributiva (gli assegni sociali) per tutti i cittadini italiani e/o stranieri che, superati i 65 anni di età, non dispongano di alcun reddito (o comunque se questo è al di sotto delle soglie minime previste) e che risiedano in Italia — in via continuativa —per almeno 10 anni.

Evidentemente, nonostante la nazionalità straniera, la legge italiana è conosciuta molto bene da chi, capendo come funziona, decide di provare ad approfittarsi, più o meno consapevolmente (sarà il giudice a doverlo stabilire) delle agevolazioni previste in Italia.

Ecco allora che conviene avere un'anziana mamma che percepisce mensilmente alcune somme da utilizzare al suo posto dato che lei si trova in Cina, o conviene continuare a prendere l'assegno nonostante il trasferimento in Marocco esempio.

Tra i vari casi scoperti è quello di un ristoratore alassino, di nazionalità cinese, che disponeva liberamente delle somme accreditate sul conto corrente dell'anziana mamma che, pur usufruendo del sistema previdenziale italiano, viveva in Cina da anni. I finanzieri hanno svolto accurate indagini, per alcuni mesi, utilizzando metodi investigativi "classici": appostamenti e pedinamenti per verificare l'eventuale presenza della donna sul territorio nazionale; e inoltre controlli anagrafici e altri riscontri documentali, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia Locale di Alassio; accertamenti presso le ASL, gli ospedali ed i medici di base.

Gli accertamenti sui conti correnti bancari hanno poi inchiodato madre e del figlio: circa 30 mila euro versati dall'Ente pubblico, su un conto corrente cointestato, parte dei quali utilizzati per spese personali del figlio oltre che per essere impiegati nelle attività economiche del ristorante.

Altro caso contestato attiene ad una cittadina egiziana che, dopo essere riuscita ad accedere allo beneficio previdenziale, si è trasferita nel Paese di origine. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno portato alla scoperta di circa 20 mila euro complessivi, versati mensilmente dall'INPS su un conto corrente acceso presso una banca di Alassio, in parte automaticamente "girati" su un conto corrente egiziano ed il resto prelevati con il bancomat italiano dalla donna che, in Egitto - a quanto pare - con quelle somme godeva di un "agiato" tenore di vita.

Le attività si sono concluse con la denuncia all'Autorità Giudiziaria di n. 4 soggetti (tutti stranieri), per reati di "indebita percezione di erogazioni dello Stato" (art. 316 ter c.p.) e di c.d. "autoriciclaggio" (art. 648 ter commi 1 e 2). L'elargizione dei benefici da parte dell'INPS è stata immediatamente bloccata ed è al vaglio degli inquirenti il recupero delle somme illecitamente percepite e l'eventuale sequestro di denaro e beni nella disponibilità degli indagati.

Mara Cacace

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