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Economia | giovedì 19 gennaio 2017, 16:45

Il presidente dell'Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale Signorini a Savona

L'incontro è avvenuto in occasione della presentazione di due nuovi rimorchiatori

Da sinistra: Luciano Pasquale, Enrico Maria Puja, Franco Visco, Paolo Emilio Signorini, Giovanni Pettorino

Prima uscita pubblica al Palacrociere di Savona del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini in occasione della presentazione dei nuovi rimorchiatori “Capo Noli” e “Palmaria".

L’occasione per fare conoscenza diretta del cluster marittimo savonese è stata la presentazione dei due nuovi rimorchiatori gemelli di ultima generazione del gruppo Scafi e Carmelo Noli.

Paolo Emilio Signorini, seduto al tavolo relatori insieme al direttore generale trasporto marittimo del MIT Enrico Maria Pujia, al Comandante del Porto di Genova Ammiraglio Giovanni Pettorino, e al presidente della Camera di Commercio delle Riviere di Ponente Luciano Pasquale, è andato dritto al nocciolo della riforma firmata dal ministro Delrio che ha fuso le ex Autorità Portuali di Savona e Genova e creato una nuova Autorità di sistema.

“Il mondo marittimo sta cambiando velocemente e globalmente- ha detto Signorini- . Questo impone una vera e propria rivoluzione copernicana. Non possiamo più nasconderci dentro un guscio e dobbiamo creare un network più allargato”.

“Attualmente c’è sempre una maggiore concentrazione di compagnie marittime e operatori portuali che lavora attraverso un sistema di nuove alleanze internazionali. Come interlocutori abbiamo grandi gruppi che operano a livello globale- ha proseguito il presidente dell’AdSP- . In questo scenario il rapporto del Mar Ligure occidentale con essi è precario perché oggi non è in grado di incidere sulle decisioni che si prendono troppo lontano da noi.

Per questo il sistema Italia deve puntare su alcuni grandi scali e non più su 26 come in passato. Occorre razionalizzare progetti e risorse e questo implica un efficace dialogo fra Adsp e Ministero, RFI, Anas , imponendo di fare scelte di competitività molto ponderate. È una sfida avvincente che come AdSP del Mar Ligure Occidentale siamo pronti a cogliere per creare sviluppo”. Concetti in sostanza ribaditi anche da Enrico Maria Puja . “Non possiamo più rinviare le scelte da prendere- ha dichiarato il Direttore del MIT - e la Riforma in questo senso è strategica. Abbiamo la possibilità di recuperare e di riavviare la crescita portuale con il ruolo che l’Italia merita.

Eccellenze nazionali da mettere in campo per arginare l’avanzamento degli scali del Nord Africa. I traffici vengono decisi fra tre o quattro grandi gruppi armatoriali quindi dobbiamo puntare sui collegamenti intermodali, rafforzare l’ ultimo miglio ed avere una visione strategica dal punto di vista logistico accelerando il passaggio delle merci. Altra questione fondamentale da affrontare è quella dei controlli doganali. Un altro punto importante della Riforma prevede di accentrare i controlli doganali attraverso operazioni già sperimentate in 17 scali, quali il pre-clearing, rendendo più snelle le procedure. Solo con la collaborazione di tutti i soggetti si possono centrare gli obiettivi. Il sistema dei porti liguri e dei suoi operatori sono invitati a supportare questi necessari cambiamenti. Dai dati recentemente avuti il collegamento ferroviario fra il porto di Trieste e la Bulgaria sta dando ottimi risultati. Questi sono gli impegni e la sfida da giocare, superando le vecchie logiche. La parola d’ordine è fare sistema.”

Al termine della presentazione, il presidente Signorini accompagnato da Umberto Masucci del gruppo Scafi, dal comandante della Capitaneria di Savona Vincenzo Vitali, dal presidente Della Carmelo Noli, Franco Visco e dall’ex presidente AP Savona Rino Canavese, è salito su uno dei due rimorchiatori per fare la prima visita “dal mare” dei bacini portuali di Savona e Vado.

c.s.

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