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Eventi | giovedì 19 gennaio 2017, 17:00

Alla Marina di Loano riprendono le visite guidate a bordo della “Brigitte Bardot” di Sea Shepherd, il trimarano che difende il mare

Sabato 21 e domenica 22 gennaio, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, sarà quindi nuovamente possibile salire a bordo della barca, ormeggiata presso il Molo Centrale – Banchina Grandi Navi di Marina di Loano dal 21 novembre scorso per una “sosta tecnica” che durerà ancora qualche settimana.

Tutti sulla “Brigitte Bardot”. Anche questo fine settimana sarà possibile partecipare ad una delle visite guidate a bordo del famoso trimarano di Sea Shepherd, protagonista di alcune tra le campagne più importanti in difesa dell’ambiente marino.

Le visite organizzate a fine dicembre e poi ancora a inizio gennaio hanno visto la partecipazione di decine di persone (specialmente bambini) curiose di salire a bordo del “trimarano che difende il mare” e conoscere meglio l'attività dei volontari dell'organizzazione ambientalista. Per questo motivo, Sea Shepherd ha deciso di organizzare altri due giorni di visite.

Sabato 21 e domenica 22 gennaio, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, sarà quindi nuovamente possibile salire a bordo della barca, ormeggiata presso il Molo Centrale – Banchina Grandi Navi di Marina di Loano dal 21 novembre scorso per una “sosta tecnica” che durerà ancora qualche settimana. Per partecipare non è necessario effettuare alcuna prenotazione, ma è sufficiente presentarsi negli orari indicati. 

La MV “Brigitte Bardot”, monoscafo stabilizzato lungo 35 metri e largo 14, è la nave che nel 1998 ha stabilito il primato mondiale nel giro del mondo e può raggiungere velocità molto elevate. È entrata a far parte della flotta di Sea Shepherd nel 2010 con il nome di “Gojira” e livrea di colore nero e da quel momento non ha mai smesso di collezionare successi nelle moltissime campagne che l’hanno vista protagonista. Poco dopo è stata ribattezzata “Brigitte Bardot” e ridipinta in onore dell’omonima attrice e attivista che sostiene l’organizzazione dalla sua nascita nel 1977.

Il trimarano ha partecipato a tre campagne antartiche (operazione No Compromise con 863 balene salvate; operazione Divine Wind con 768 balene salvate; operazione Zero Tolerance con 932 balene salvate), ha pattugliato le acque delle Isole Faroe per proteggere i globicefali dal massacro conosciuto come Grind, ha partecipato ad operazione Siracusa, campagna per la protezione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, è stata impegnata nel Pacifico del Sud, dove si è opposta alla mafia dello shark-finning (la pratica illegale di tagliare le pinne degli squali vivi) con operazione Requiem, nelle acque del Guatemala, su invito dello stesso governo per aiutarlo a combattere i bracconieri che minacciano le popolazioni di istioforidi a scopi commerciali e in molte altre zone del mondo a rischio bracconaggio, come Capo Verde, al largo delle coste del Senegal.

Fondata nel 1977 dal capitano Paul Watson, Sea Shepherd è la più attiva e agguerrita organizzazione per la tutela degli oceani e della fauna marina. La flotta di Sea Shepherd è composta da otto navi con a bordo equipaggi di volontari provenienti da tutto il mondo, disposti a rischiare la propria vita per la causa. Sea Shepherd non protesta, ma agisce utilizzando tattiche di azione diretta contro i bracconieri.

Tra le numerose campagne portate avanti in 38 anni di storia ricordiamo quelle in Canada contro il massacro delle foche, nelle isole Faroe, protettorato danese, contro la mattanza di globicefali e in Mediterraneo contro la pesca illegale al tonno rosso.

Inoltre, Sea Shepherd collabora ufficialmente da diversi anni con le forze di polizia delle Isole Galapagos e porta avanti anche campagne a terra, come quella contro la strage di delfini a Taiji (Giappone) e di otarie in Namibia e negli Stati Uniti. La campagna principale e più impegnativa si svolge ogni anno, da più dieci anni, in oceano Antartico contro la caccia commerciale alle balene, mascherata da ricerca scientifica, praticata dalla flotta giapponese.

Ogni anno, all’interno del Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud, i giapponesi tentano di uccidere mille balene ma, grazie a Sea Shepherd, negli ultimi anni questo numero si è drasticamente ridotto e ha permesso a più di 5 mila balene di continuare a nuotare libere. Nel 2014 la Corte Internazionale di Giustizia ha condannato l’uccisione di Balene del Giappone confermando che non sia ricerca scientifica ma baleneria commerciale mascherata. L’anno scorso le baleniere illegali giapponesi son oandate in Antartico contro la sentenza dell’Aia uccidendo 333 Balenottere minori di cui 200 erano incinta. Quest’anno Sea Shepherd è l’unica autorià a recarsi in Antartide per far rispettare la legge e il diritto alla VIta delle Balene nel proprio Santuario.

Sea Shepherd esiste e porta avanti le sue campagne grazie alla volontà e al supporto dei singoli individui, volontari e sostenitori: per aiutarli e conoscere meglio il loro lavoro è possibile visitare il sito www.seashepherd.it. “Le nostre navi sono le vostre navi, i nostri equipaggi sono i vostri equipaggi, le nostre vittorie sono le vostre vittorie, e le vite che salviamo sono le vite che tutti noi salviamo insieme”, è il motto del capitano Paul Watson, fondatore e presidente di Sea Shepherd Conservation Society.

cs

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