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Attualità | sabato 21 gennaio 2017, 18:00

A Finale Ligure non si placa l’eco del “Viaggio nel Medioevo”… E il mercatino?

L’associazione finalborgo.it indice una riunione straordinaria per febbraio nella quale discutere su come salvare il mercatino degli antichi mestieri

Ormai è passata una settimana da quell’incontro di sabato scorso, capace di radunare gran parte della popolazione di Finalborgo presso l’Auditorium di Santa Caterina per parlare delle sorti del “Viaggio nel Medioevo”.

Eppure il dibattito è tutt’altro che spento, anzi: sui social sono molti che si domandano se esiste ancora una possibilità di rinascita per la rievocazione storica. E in tanti scrivono, nei loro post, che avrebbero voluto avere delle risposte chiare anche sul Mercatino degli antichi mestieri, tema che invece per problemi legati soprattutto al tempo non è stato trattato. Quindi, noi di Savonanews, che eravamo presenti al dibattito, ci siamo chiesti: perché non proseguirlo su queste pagine? Per questo motivo abbiamo ricontattato tutti i protagonisti che erano sul palco quella sera, chiedendo di analizzare anche le vicende legate al mercatino.

Paolo Folco (finalborgo.it): “Le mie posizioni sono quelle che ho già espresso in pubblico l’altra sera. L’intenzione di finalborgo.it, infatti, è quella di dare tutto l’appoggio possibile per salvare ambedue le cose, sia il Viaggio nel Medioevo, sia il Mercatino. Anche quest’ultimo, nonostante se ne parli meno rispetto alla rievocazione storica, è un appuntamento sentito e partecipato da tutti: dai commercianti, dai turisti, dai residenti. Lo dimostrano tutti gli attestati di stima che riceviamo sulle nostre pagine social ogni volta che pubblichiamo in bacheca il manifesto del mercatino. Per i commercianti il ritorno economico, seppur non paragonabile alle proporzioni del Viaggio nel Medioevo, c’è, e questo vale anche per il ritorno di immagine: c’è gente che viene a Finalborgo apposta per visitare i banchi, si tratta certamente di un pubblico diverso. Anzi: sarebbe utile per tutti se fosse creata una rete di allacci elettrici che consentano di tenere le bancarelle aperte anche alla sera. Ad esempio in piazza Garibaldi, dove una volta si trovava la pompa della vecchia fontana, l’allaccio esiste ancora. Si potrebbe fare una di quelle torrette retrattili che quando non si usano più spariscono nel sottosuolo, dotata di tutte le prese.

Il mio appello comunque è che non si interrompa la continuità di qualcosa che esiste nel Borgo da oltre 40 anni: se per tutti i suoi motivi il Centro Storico del Finale non può più portarlo avanti, piuttosto che se ne faccia carico l’amministrazione comunale stessa. O in alternativa si faccia un appalto: ma se gara deve essere, allora che imponga la regola che il mercatino deve restare in Finalborgo. Non vogliamo qualcuno che lo porti avanti per due o tre mesi e poi lo ‘scippi’ rifacendolo uguale in altri comuni. Anzi: per noi il mercatino è talmente importante che sei dei nostri consiglieri hanno richiesto una riunione straordinaria, che si terrà in data da destinarsi, entro la prima metà di febbraio, nella quale discutere proprio questo argomento”.

Claudio Casanova, assessore al turismo: “Sicuramente l’amministrazione non si potrebbe mai far carico in prima persona del mercatino. Qualora il Centro Storico del Finale si tirasse indietro in modo definitivo si potrebbe valutare l’ipotesi di fare un bando, ma la nostra volontà è quella di continuare al massimo la collaborazione con loro, sia per il mercatino sia per il Viaggio nel Medioevo. C’è tutta la buona volontà di ricomporre i pezzi, quella di sabato scorso è stata una serata positiva, quindi noi non prenderemo certo posizione per togliere al CSF il mercatino e fare un bando. Stiamo cercando di sciogliere i nodi e personalmente devo dire che grandi lamentele l’altra sera non ne ho sentite. La priorità per noi in questo momento è dare CSF la possibilità di operare con tutta la serenità che merita”.

Danilo Basso: “Io come sempre parlo a nome soltanto di me stesso. Son stato felice di essere stato invitato sul palco sabato scorso e di aver potuto esprimere pubblicamente le mie opinioni, però in generale mi aspettavo più confronto tra le varie posizioni e un po’ di dibattito in più che l’altra sera non c’è stato; sono arrivato con delle domande e avrei voluto delle risposte, che invece non sono arrivate. Se c’è qualcosa che mi resterà, di quella serata, è stato il bellissimo confronto tra due persone pure, schiette, sincere e soprattutto giovani: Ludovica del Centro Storico del Finale, Mattia come abitante del quartiere, hanno espresso tutte le loro opinioni sulla vicenda, sotto tanti aspetti discordanti, ma in modo genuino e trasparente e soprattutto con una grande maturità e civiltà.

Ora che è passato qualche giorno vorrei che fosse chiara una cosa: per quanto ne so io il Viaggio nel Medioevo è un evento amato, nessuno ha mai detto di non farlo più, nessuno ha mai detto di chiudere il mercatino, nessuno ha mai chiesto di tarpare le ali al CSF. Purtroppo ho letto tante cattiverie sui social che mi hanno ferito: sembra che i finalborghesi siano dei mostri crudeli che vogliono uccidere le manifestazioni, quando invece non hanno nessuna colpa. Gli abitanti del quartiere chiedono solo qualche piccola attenzione in più per sistemare alcuni aspetti di una grande manifestazione che sono un po’ scappati di mano. Anzi: ho sentito dire persino che l’evento gioverebbe anche al patrimonio immobiliare di Finalborgo. A questo punto consentitemi una battuta scherzosa, per stemperare le polemiche: se quattro giorni di festa riescono a fare questo, allunghiamola nel tempo, così raggiungiamo le stesse quotazioni al metroquadro di Dubai e Montecarlo!

Se non si fosse ancora capito: io amo il mio Borgo, voglio vederlo valorizzato, non voglio vederlo oltraggiato, ho più di sessant’anni e di cose ne ho viste fare, dalla fine degli anni ’60 ad oggi, per la rinascita dei nostri luoghi. Per questo mi dà fastidio anche quando non si rende merito a chi ha fatto tanto, nel tempo: per esempio il comitato dei festeggiamenti non riguardava solo la Madonna del Carmine: facevamo il carnevale, organizzavamo gare ciclistiche prima ancora che nascesse il fenomeno MTB, facevamo l’albero della cuccagna… E anche il mercatino esisteva già: aveva solo un nome diverso. Se poi vogliamo giocare con le parole…”

Giuseppe “Dog” Dogali (BRG Radio), presentatore della serata insieme al direttore artistico di BRG Radio Luca Sardelli: “In questi giorni ho parlato con tanta gente, tutta contenta della serata. Qualche appunto ci è stato fatto sulle domande del pubblico, alle quali poteva sicuramente essere lasciato più spazio. Per noi l’obiettivo era quello di aprire un dibattito e fornire alla gente la possibilità di comprendere la vicenda, ma certamente era impossibile risolvere un problema così grande e un tema così vasto e complesso in una sera. Sicuramente per noi è stata un’esperienza positiva, che ci ha fatto totalizzare circa 200 contatti in platea e oltre 300 in streaming, numeri sicuramente importanti per una realtà provinciale. Siamo rimasti anche estremamente soddisfatti dalla fantastica location, soprattutto per come è dotata in fatto di equipaggiamento tecnologico (audio, musica, streaming, videoproiezioni). Riproporremo altre serate con argomenti differenti e cercheremo di essere più incisivi, stringenti e con più spazio al pubblico. Per quanto riguarda il mercatino è qualcosa che ha una storia antica, lunga e articolata: sarebbe ancora più difficile trattarlo nello spazio di una serata”.

Andrea Lena (Centro Storico del Finale): "Non abbiamo deciso di sospendere il mercatino per capriccio, per cattiveria o per fare dispetto a qualcuno, c’erano dei problemi di autorizzazioni. Inoltre, come abbiamo spiegato alla riunione di sabato, esso fa parte dei finanziamenti che riceviamo dal comune come associazione, proprio per questo motivo stiamo lavorando a contatto con l’amministrazione comunale per capire modi e termini. Sul mercatino c’è stata un’attenzione delle autorità: noi ci siamo sempre messi in regola sotto ogni aspetto, ma in questo caso ci sono degli aspetti burocratici e amministrativi complessi e che non dipendono da noi, legati anche alla gestione del suolo pubblico; in poche parole, le leggi cambiano costantemente e abbiamo voluto semplicemente fermarci un attimo per capire come possiamo risolvere tutti i problemi. Non si tratta di illegalità, solo di regolamenti che, nel tempo, cambiano e devono essere capiti e rispettati. Noi sicuramente abbiamo intenzione, se c’è la possibilità, di continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto e stiamo cercando delle soluzioni per essere sicuri di essere in regola. Ma sia chiaro che, anche qualora ci subentrasse qualcun altro, i problemi burocratici sono uguali per tutti”.

Alberto Sgarlato

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