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Sanità | mercoledì 15 febbraio 2017, 09:00

Nella nostra provincia nasce il "Bollino Blu" della Sanità

Il progetto è frutto di un programma di collaborazione tra Ordine dei Medici e Unione Industriali della provincia di Savona

immagine di repertorio

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Il rapporto Istat 2014 identifica e illustra alcune delle criticità che deve affrontare il Sistema Sanitario Nazionale attualmente in “un difficile equilibrio tra efficienza e qualità”. Aumento dei tempi di attesa per diagnostica e specialistica, riduzione in generale dell’offerta pubblica, aumento dei ticket hanno reso difficoltoso l’utilizzo del Sistema Sanitario Nazionale da parte della maggioranza dei cittadini e già a partire dal 2008 le prestazioni a carico del settore pubblico si sono ridotte finché nel 2012 l’11,1% dei cittadini dichiara di aver rinunciato alle cure (accertamenti o visite specialistiche non odontoiatriche, interventi chirurgici o acquisto di farmaci); nello specifico il 50,45% dei casi, chi rinuncia a una prestazione sanitaria lo fa per motivi economici, nel 32,4% a causa delle liste di attesa o eccessiva distanza dalle strutture.

In questo contesto negli ultimi anni è aumentata in modo considerevole l’offerta di prestazioni sanitarie specialistiche private, spesso con una diffusione  incontrollata e con “metodiche” a dir poco discutibili che comportano un rischio di “Azzardo  morale” (in inglese moral hazard), termine che in microeconomia indica una forma di opportunismo post-contrattuale, che può portare gli individui a perseguire i propri interessi a spese della controparte, confidando nella impossibilità, per quest'ultima, di verificare la presenza di dolo o negligenza. Esempio calzante per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, vista l’evidente disparità culturale e conoscitiva tra chi eroga (il professionista sanitario) e chi riceve (il paziente).

 

Anche la provincia di Savona rispecchia il quadro nazionale, con un’importante presenza di ambulatori e centri medici di natura privata sul territorio che, nella maggioranza dei casi non si sostituiscono integralmente al Sistema Sanitario Nazionale, ma integrano l’offerta pubblica per ciò che riguarda le prestazioni diagnostiche e specialistiche.

 

Alcune di queste realtà si sono riunite sotto l’egida dell’Unione Industriale della Provincia di Savona, costituendo la Sezione Aziende della Sanità a garanzia di comportamenti e percorsi di qualità.Per consolidare questo obiettivo è nata l’iniziativa: “Metto la mia salute in mani sicure”.

 

Il progetto vede promotori l’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Savona e l’Unione Industriali della Provincia di Savona con la Sezione delle Aziende della Sanità, in sinergia tra loro  per   condividere un sistema ed un percorso  di valori oltre che etici e deontologici , anche organizzativi e comportamentali.

 

“L’obiettivo è individuare e garantire per il cittadino un percorso sicuro di qualità, un vincolo di autotutela per mantenere alto il livello dell’offerta sanitaria, sotto diversi punti di vista: la prestazione, l’accoglienza e le procedure di segreteria al giusto prezzo. Una sorta di bollino blu, certificatore di professionalità” spiegano il presidente dell’Ordine dei Medici di Savona, Ugo Trucco, e il presidente della sezione sanità dell’Unione Industriali della Provincia di Savona, Francesco Bogliolo.

Per meglio declinare quanto esposto è nato un decalogo che possa orientare nell’individuazione delle Aziende di qualità:

 

11.1. L’accoglienza dell’utenza da parte del personale di segreteria, adeguatamente formato e competente, in grado di rispondere a tutte le esigenze e le necessità, garantendo la trasparenza e la correttezza dell’offerta;

22l2. Il setting di lavoro deve essere adeguato dal punto di vista strutturale, confortevole per l’utenza, rispondente ai requisiti igienico-sanitari e privo di barriere architettoniche; 

La 3. La tecnologia e la strumentazione deve essere adeguata alla complessità della prestazione e sottoposta a tutte le verifiche periodiche di funzionamento e messa a terra;


4. Il professionista che svolge la prestazione deve possedere tutti i titoli necessari per eseguirla, in modo da evitare il dilagante fenomeno dell’abusivismo professionale.


5. L’azienda deve controllare e verificare il livello di formazione dei propri professionisti, che devono certificare il raggiungimento dei necessari crediti di Educazione Continua in Medicina;

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6. La prestazione eseguita deve rispondere a criteri di appropriatezza diagnostica, prescrittiva e terapeutica, in modo da evitare l’eccesso di prestazioni inutili e/o dannose;

7.
7. La prestazione deve prevedere delle tempistiche certe, quando il professionista, raccogliendo l’anamnesi clinica, deve dedicare il giusto tempo di ascolto alle problematiche del paziente e allo stesso modo, nel formulare la diagnosi o nella prescrizione/esecuzione della terapia, deve concedere il tempo necessario al soggetto per la comprensione del consenso informato;


8. Il professionista deve stabilire un giusto rapporto con il paziente, orizzontale e basato sulla chiarezza e sulla trasparenza di quanto esposto, considerando la distanza conoscitiva e culturale;

9.
9. Le procedure amministrative, organizzative e fiscali che costituiscono il contorno della prestazione devono essere esposte chiaramente prima dell’esecuzione della stessa;

10. 10. La tariffa della prestazione deve essere comunicata in modo trasparente in tutti i dettagli, senza messaggi fuorvianti o non chiari ed il corrispettivo deve essere adeguato alla prestazione.

 

In aggiunta a questo decalogo, pur rispettando le regole del libero mercato, l’auspicio è quello che chi voglia intraprendere l’attività imprenditoriale in campo sanitario, possa dimostrare un bagaglio esperienziale e formativo, un know-how, adeguato alla complessità dell’impegno che viene assunto.  

 

c.s.

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