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Eventi | martedì 14 marzo 2017, 13:00

Finale Ligure: al Teatro delle Udienze "L'invenzione senza futuro, viaggio nel cinema in 60 minuti"

Sabato 18 marzo alle ore 21

Finale Ligure: al Teatro delle Udienze "L'invenzione senza futuro, viaggio nel cinema in 60 minuti"

Ultimo appuntamento della Stagione Teatrale 2016/17 del Teatro delle Udienze, sostenuta dalla Compagnia di Sanpaolo e patrocinata dall'Unione dei Comuni del Finalese – Città di Finale Ligure.

Sabato 18 marzo, alle ore 21 a Finalborgo la "Compagnia dei demoni" in collaborazione con "Tedacà" e "OffRome" mettono in scena L'INVENZIONE SENZA FUTURO un lavoro di rara eleganza sui Fratelli Lumière, applaudito anche dal pubblico del Fringe di Napoli. Uno lavoro teatrale dedicato al cinema delle origini divertente, raffinato, delicato e commovente.

“Un’invenzione senza futuro”. Così Antoine Lumière (padre dei celebri fratelli) definisce il cinema, un progetto a cui i suoi figli stanno lavorando. Ma loro sono caparbi, determinati ad arrivare fino in fondo alle loro intuizioni: forse uno dei due lo è di più, mentre l’altro è condizionato dalle parole del padre; forse la necessità di scoprire se il progetto funziona cela in realtà per uno dei due il desiderio di conquistare una donna amata. Lo spettacolo racconta il rapporto tra due fratelli, Louis e Auguste - che stanno per rivoluzionare la visione del mondo - e la ricerca dell’amore, attraverso un viaggio che si trasforma e si snoda per mezzo di scene di film, incontri, suoni e visioni dal sapore delle pellicole che ci hanno appassionato in più di un secolo di cinema. Il racconto di una vita che si fa metafora delle evoluzioni del cinema, delle sue più importanti invenzioni: dal muto al sonoro, dal montaggio al colore. Non si tratta di citazioni: l’intento è quello di creare vere e proprie fusioni tra le possibilità e i limiti del teatro e le caratteristiche proprie del cinema, inteso come strumento che più di ogni altro riesce a catturare e modificare l’immaginario collettivo su larga scala.

Il contributo (in parte inconsapevole) di questi nostri due fratelli ad un progetto così rivoluzionario come l’immagine in movimento, insieme con il desiderio più antico e primigenio, quello amoroso, sono i motori per raccontare anche l’illusione stessa della vita, il "qui ed ora" del teatro, il "realissimo" inganno del cinema. Storie e sogni, che però possono tramutarsi in vere rivoluzioni, cambiando la percezione quotidiana del singolo e quella della società a venire. Forse il nostro è un inno a chi osa, alla creatività, ai pochi che rischiano, seppur inconsapevolmente, coinvolgendo anche la moltitudine, per modificare il proprio presente e il futuro, confidando che la curiosità della scoperta sia sempre la vera magica rivoluzione.

E' un spettacolo da augurare a tutti, e di tutte le età: i più piccoli sentiranno il piacere di crescere, durante un viaggio favoloso e costruttivo come favoloso e costruttivo fu il cinema delle origini; i più grandi sentiranno la gioia di tornare bambini, nella culla di un cinema dolcemente liquefatto nel sogno del teatro.

c.s.

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