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Sanità | 19 marzo 2017, 19:12

Sapete cos'è il moke-up?

I dentisti più “evoluti” hanno almeno due modi per poter consentire al paziente di vedere quale potrebbe essere il risultato prima di fare qualcosa di irreversibile; uno è puramente “virtuale”, l’altro più “tangibile”.

Sapete cos'è il moke-up?

Cari lettori di Savona News, a qualcuno di voi potrebbe non piacere il proprio sorriso ma non si è mai deciso a chiedere al proprio dentista di “cambiarlo” perché non sa se “la modifica” gli piacerebbe. In effetti anche quando acquistiamo un abito ce lo proviamo prima per vedere “come ci sta”, perché dovremmo fidarci a fare dei cambiamenti al nostro viso senza poter “previsualizzare” quale potrà essere il risultato?

I dentisti più “evoluti” hanno almeno due modi per poter consentire al paziente di vedere quale potrebbe essere il risultato prima di fare qualcosa di irreversibile; uno è puramente “virtuale”, l’altro più “tangibile”.

Il primo si chiama “digital smile design” e consiste nel fare delle riprese fotografiche del sorriso del paziente e quindi modificarle a computer per eliminare digitalmente i difetti e simulare il risultato ottenibile dopo la cura. Questo metodo ha però il limite che non sempre è facile ottenere “in pratica” ESATTAMENTE quello che il computer ci permette di immaginare graficamente.

Il secondo metodo si chiama “mock-up”, richiede un po’ più di lavoro manuale ma permette di farsi un’idea più concreta. Si inizia col rilevare le impronte dei denti “attuali” del paziente; da queste si ricaveranno dei modelli in gesso delle arcate dentarie su cui l’odontotecnico, su indicazione del dentista, modellerà, aggiungendo della cera, la nuova forma dei denti che si vorrebbe ottenere. Con opportuni “passaggi tecnici” la parte aggiunta in cera viene trasformata in una sorta di “guscio” in resina, del colore dei denti, che potrà essere appoggiata sulla dentatura attuale per simulare il possibile risultato. Il paziente può quindi provare concretamente il suo nuovo potenziale sorriso prima di fare qualunque tipo di intervento invasivo e decidere se così “modificato” si piace di più (e se piace a familiari e amici…). Solo in caso positivo verrà costruita una protesi provvisoria ispirata al mock-up e si procederà ad effettuare eventuali cure, estrazioni, “limature” dei denti ecc. per arrivare poi ad una correzione permanente del sorriso.

Quando si lavora in una zona estetica, soprattutto se in presenza di denti naturali ancora molto sani (anche se, magari, usurati) è importante consentire al paziente di decidere consapevolmente quale dovrà essere il sorriso che potrebbe “sfoggiare” nei prossimi anni e poter magari proporre soluzioni differenti che si abbinino al meglio non solo al viso ma anche alla sua personalità e al suo carattere.

Inoltre, anche per il dentista, sapere prima quale sarà l’effetto del suo lavoro è un grosso vantaggio per scegliere le tecniche e i materiali più opportuni e prevenire errori.

Buona domenica a tutti, in particolare ai papà!

Attilio Venerucci

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