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Attualità | giovedì 20 aprile 2017, 16:30

#Turismo: una Pasqua da record, ma 25 aprile e 1° maggio saranno ancora meglio

Le previsioni degli albergatori sono buone e le prenotazioni stanno arrivando in una provincia che da un lato si fa sempre più internazionale, ma dall’altro ha ancora tanto lavoro da fare su destagionalizzazione e viabilità

Le giornate di Pasqua e Pasquetta sono state caratterizzate da un clima che i nostri cari vecchi liguri avrebbero definito “mezzu mezzu”: non certo freddo e nemmeno piovoso, ma comunque caratterizzato da un cielo a tratti coperto e da qualche episodio di vento e umidità.

Il tempo non proprio congeniale non ha comunque impedito alla nostra Riviera di essere presa d’assalto dai turisti, con code chilometriche all’arrivo e al rientro.

E non abbiamo ancora fatto in tempo a salutare la Pasqua che altri due “ponti” di ingenti dimensioni ci aspettano: quello del 25 aprile e quello del 1° maggio.

Abbiamo contattato alcuni esponenti del settore alberghiero della nostra Riviera e abbiamo posto queste tre domande:

Si è trattato di una Pasqua al di sopra o al di sotto delle aspettative?

È vero che in tempi di crisi economica chi è costretto a scegliere un ponte poi rinuncia a un altro, quindi un ricco 25 aprile (che di fatto inizia già il 22) potrebbe penalizzare il 1° maggio?

E soprattutto: dei buoni risultati in termini di ponti si possono considerare un “preludio d’estate” per una stagione ricca o i dati sono totalmente svincolati tra loro?

Commenta Carlo Scrivano (direttore Unione Provinciale Albergatori Savona): “Una Pasqua decisamente al di sopra delle aspettative. Eravamo preoccupati perché si era parlato di brutto tempo, ma alla fine sono arrivate di colpo tante prenotazioni.

Non c’è conflitto, sono ponti che giungono in sequenza dopo un inverno nel quale la gente non si è mossa. Noi siamo attrezzati per far fronte alle esigenze di questi arrivi ravvicinati e per l’estate e offriremo l’offerta più ricca e variegata possibile. Il problema serio però è quello di allungare la stagione, ma soprattutto bisogna offrire prodotti alternativi perché si faccia qualcosa anche in inverno. Dobbiamo cambiare sistema: lo storico turismo invernale degli anziani ormai è finito, bisogna lavorare su altro, dal wellness all’outdoor. E poi c’è il nodo delle infrastrutture: Sette ore per tornare a Milano sono qualcosa di inammissible”.

Aggiunge Angelo Berlangieri (presidente Unione Provinciale Albergatori Savona): “Direi una Pasqua in linea con le aspettative. La previsione era positiva, c’erano buone sensazioni sulle prenotazioni. Un avvio a rilento a causa di un meteo che aveva persino parlato di ‘inverno 2.0’, ma poi fortunatamente la situazione si è sbloccata e il movimento è stato sostenuto. Se il meteo tiene le prenotazioni per ora son buone anche per il 25 aprile e il 1° maggio: questo in virtù del fatto che ci siamo maggiormente internazionalizzati, quindi turismo più vasto e più vario vuol dire maggior rotazione e diversificazione.

Dalla fine di maggio prevediamo già un boom di turismo straniero, dopodiché da giugno dovrebbe iniziare l’estate abbastanza presto, sperando sempre e comunque che tutti i fattori coincidano, perché purtroppo il mondo del turismo prevede sempre un ampio margine di imprevedibilità”.

Alberto Sgarlato

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