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Attualità | venerdì 21 aprile 2017, 15:30

Dalla California a Finale Ligure per presentare una gamma di accessori “outdoor”

Lo annuncia il sindaco Ugo Frascherelli: il marchio Patagonia per la prima volta rinuncia a presentare la nuova collezione in California e mette “in ballottaggio” Amsterdam, Barcellona e Finale Ligure

Ancora una volta è uno dei massimi “player” mondiali nel settore degli sport all’aria aperta a prendere in considerazione Finale Ligure per le sue campagne promozionali: si tratta di Patagonia e a darne notizia, attraverso il proprio profilo Facebook, è il sindaco Ugo Frascherelli, che scrive: “Desidero condividere la mia soddisfazione per la decisione di Patagonia, la nota azienda outdoor, di presentare la propria collezione per l'anno 2018 per la prima volta non a Ventura (California, USA) ma in Europa; e la scelta ricadrà su una città tra Barcellona, Amsterdam e Finale Ligure. Sì, proprio cosi. Abbiamo ricevuto ieri l'altro la visita dei Sales Manager Europa e Italia che si son dichiarati entusiasti di Finale e di quanto offre. Entro la metà di maggio sapremo se il prossimo ottobre oltre 100 persone verranno dagli Stati Uniti e dal mondo qui da noi per la presentazione dei nuovi modelli. Finale è stato scelto direttamente da loro per la sua bellezza e il ruolo che occupa nel mondo outdoor a livello internazionale. Direi che, comunque, è già un bellissimo riconoscimento”.

Ma come è nata questa decisione?

Ci racconta il sindaco: “La scelta è partita da loro e, in particolare, dal fatto che il sales manager Europa era già venuto in visita anni fa e aveva riscontrato che tutto, a Finale Ligure, rispecchia pienamente la filosofia di Patagonia: non ci sono percorsi artificiali, non c’è nulla di artefatto, ma un’esperienza outdoor qui equivale a una vera immersione nella natura, nel pieno rispetto dell’ambiente e in equilibrio con esso. Non dimentichiamo che Patagonia è un’azienda fortemente impegnata nel settore del sociale, attenta all’aspetto etico, ecologista, ambientale e umano, con grande rispetto per i propri lavoratori; valori che ha ritrovato nella ‘genuinità’ dell’offerta finalese”.

E adesso, che cosa succederà?

“Ovviamente essendo un marchio di proporzioni mondiali qualsiasi decisione dovrà essere sottoposta ai vertici. Mi chiameranno entro meno di un mese per darmi la risposta, che mi auguro ovviamente sia positiva”.

Il fatto che un’eventuale presentazione avverrebbe a ottobre, e porterebbe circa un centinaio di persone, andrebbe a vantaggio della cosiddetta “destagionalizzazione”?

“Un evento così per metà ottobre offrirebbe un ritorno di immagine ed economico importante. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un’azienda nota in tutto il mondo. Si tratta comunque di un evento di nicchia, perché la collezione verrebbe presentata ai dealer e agli operatori del settore, seppur a livello planetario. Ma parteciperanno anche atleti che effettueranno esibizioni di alto livello nei nostri territori”.

Una volta si diceva che per il turista americano medio l’Italia fosse solo Venezia, Milano, Firenze, Roma: qualcosa sta cambiando?

“Gli americani cominciano ad arrivare. Domenica scorsa ho fatto due sentieri in bicicletta e ho incontrato dei bikers statunitensi. Il turismo nordamericano (statunitense e canadese) legato allo sport da noi c’è già, inoltre a livello promozionale abbiamo avuto Cannondale ospite poco tempo fa, ma anche i vari negozi monomarca nati a Finalborgo sono la prova dell’interesse delle aziende specializzate dell’outdoor per i nostri luoghi. Sono i frutti di un lungo lavoro fatto da Finale Ligure in questa direzione, che ci ha portato ad avere numeri impressionanti: 250mila presenze nel 2016 legate a questo genere di turismo. E non dimentichiamo che una pubblicità della Red Bull citava i cinque posti al mondo dove vale la pena fare mountain bike: Canada, Norvegia, Cile, Nuova Zelanda e Finale Ligure; si noti bene: quattro intere nazioni e una singola città”.

Quindi Finale Ligure è sempre più amata nel mondo?

Conclude il sindaco Frascherelli: “Quando parlo con i turisti stranieri, mi fanno notare spesso una cosa, che non riguarda Finale Ligure, ma l’Italia intera: noi italiani tendiamo a piangerci addosso per i nostri problemi e per i mali che affliggono la nostra nazione e non ci vantiamo mai degli immensi tesori che abbiamo e dei quali dovremmo andare fieri”.

Alberto Sgarlato

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