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Politica | lunedì 19 giugno 2017, 12:13

Profughi in arrivo ad Alassio, Canepa: "Sono tutti uomini giovani, quasi mai donne e bambini, perché?"

Canepa: "Lo Sprar è un ricatto. Il Comune non può fare molto contro le iniziative private se non fare controlli sanitari o sulle caratteristiche degli alloggi che possono ospitare determinati numeri di persone. Stiamo facendo questo"

Profughi in arrivo ad Alassio a seguito di una iniziativa più o meno volontaria di un privato, ma l'amministrazione ribadisce il suo secco NO.

La notizia arrivata venerdì annunciava proprio dell'arrivo di sei persone nell'abitazione messa a disposizione da un privato ad una Cooperativa, privato che, però, come dichiarato dal sindaco, pensava dovesse ospitare dei muratori e non dei profughi.

In realtà si è in attesa dell'arrivo di 6 ragazzi, ma il timore è quello che altri privari possano adottare la stessa decisione fatto che determinerebbe l'arrivo nella città del muretto di un numero indeterminato e indeterminabile di stranieri con conseguenti problemi di sicurezza sanità e ordine pubblico.

"Sui nuovi arrivi, al momento, non abbiamo nessuna notizia, vediamo l'evolversi della situazione, con gli uffici stiamo facendo le valutazioni del caso - commenta il sindaco Canepa - per quanto riguarda coloro che sono a questuare per la città la situazione è sempre in crescita, noi stiamo cercando di arginarla. Sono anni che la nostra polizia municipale, in collaborazione con le altre Forze dell'Ordine, porta avanti questo discorso, è un fattore di legalità su cui noi ci spendiamo e cerchiamo di realizzare quello che è un rispetto delle regole che portiamo avanti in tutti i campi". 

"In merito all'arrivo di sei profughi noi come Comune non possiamo fare molto, le nostre azioni sono limitare, possiamo verificare l'agibilità del locale, vedere quante persone possano effettivamente vivere in quella metratura e verificare le condizioni igienico sanitarie poi, il privato può realizzare quello che vuole. In questo caso specifico c'è stata una difformità tra quella che era l'aspettativa del proprietario dell'alloggio e la cooperativa che ha affittato l'immobile". 

"Il problema non sono i sei migranti in se, ma la metodologia di accoglienza che viene adottata dal Governo - spiega - siamo di fronte a un'accettazione senza regola, perché la maggior parte sono ragazzi o uomini? Perché i bambini e le donne sono pochissime?".

"Non abbiamo aderito allo Sprar perchè si tratta di un ricatto - prosegue - se io aderisco ho determinate agevolazione, se non lo faccio vengo mazziato, questo non è un'atteggiamento democratico". 

"Nell'ambito dell'ordinanza dovremo valutare le caratteristiche di questi immigrati, ovvero se rispettano la normativa sanitaria" conclude il sindaco Canepa.

 

Mara Cacace

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