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Savona | lunedì 10 luglio 2017, 17:00

Turismo e spiagge, "coast" to "cost"

In questi giorni il tema dei turisti low cost è diventato quasi un tormentone. A Savonanews lo abbiamo anticipato e proiettato nel contesto nazionale (ho gestito personalmente l'assist ad altri colleghi, tra i quali quelli di Mediaset). E' un fenomeno intriso di implicazioni, a partire ovviamente da quelle economiche. Dietro ci sono anche lacune legislative, le stesse - però - che nei decenni hanno consentito ai gestori di stabilimenti balneari di acquisire potere muscolare e voce a scapito di chi, fruitore delle spiagge libere, è spesso silente e meno motivato al lobbismo.

E' sempre stato chiaro che il sovraffollamento avrebbe generato una specie di degenerazione anarchica sugli arenili ad accesso libero. Per il Malpasso, per esempio, negli scorsi anni si è fatto qualcosa per ripristinare decoro e sicurezza. Semplicemente perché la situazione (leggasi la maleducazione) aveva rasentato livelli allarmanti. Ora, con i cosiddetti beach bus, i mezzi giornalieri a poco prezzo che accompagnano al litorale frotte di bagnanti, il problema contagia le coste della Baia del Sole. E i sindaci faticano a trovare espedienti per emanare ordinanze sulla sicurezza e a mettere in campo controlli che, in fin dei conti, non possono avere alcun effetto imbuto.

Se è vero che certe località (come Laigueglia, naturalmente) non sono in grado di assorbire un numero esorbitante di turisti che tappezzano gli spazi esigui di libera spiaggia (che poi, per Laigueglia, sarebbero gli scogli di Capo Mele), è altrettanto vero che imporre regole sulla viabilità per impedire il transito dei pullman o il loro avvicinamento al centro non sortirebbe il risultato sperato. Il biglietto d'ingresso, piuttosto, come quello che vige all'attrezzata del Malpasso, è una soluzione più plausibile. Anche se, a differenza di quanto sostiene il sindaco di Alassio, non è sempre detto che la gente abbia più rispetto quando c'è qualcosa da pagare.

Sui canoni d'affitto delle spiagge dal Demanio regna il caos in attesa della legge-quadro promessa dal governo Gentiloni: difficile immaginare che il legislatore voglia affrontare seriamente, o con solerzia, una questione così delicata quale quella della fruibilità delle spiagge libere.

La Riviera Ligure ha bisogno di un turismo di qualità. Non c'è dubbio. Questo non significa necessariamente stabilimenti vip. I Comuni dovrebbero alzare la quota di spiagge libere con servizi minimi, bagni e cestini, e ticket di 1 euro. Gli operatori del comparto turistico dovrebbero alzare il livello dei propri servizi, per allinearlo alle esigenze dei clienti paganti: un tessuto che va rigenerato. Ma è una linea che dovrebbe partire da albergatori, commercianti e amministratori che si occupano di urbanistica... un discorso ancor più complesso di quello sugli arenili.

Felix Lammardo

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