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Eventi | lunedì 17 luglio 2017, 09:45

A Finalborgo la personale di Antonio Pedretti

Dal 23 luglio al 13 agosto presso l'Oratorio dei Disciplinanti, Complesso Monumentale di Santa Caterina

L’Unione dei Comuni del Finalese, la Società Promotrice di Belle Arti della Liguria e la galleria MAG di Como presentano dal 23 luglio al 13 agosto 2017 presso l'Oratorio dei Disciplinanti, Complesso Monumentale di Santa Caterina in Finalborgo, la mostra personale di Antonio Pedretti dal titolo Varigotti Live, a cura di Salvatore Marsiglione. Inaugurazione: sabato 22 luglio 2017 ore 21:00. La mostra è visitabile  dal martedì alla domenica dalle 17 alle 23, lunedì chiuso.

L’Assessore alla Cultura Claudio Casanova, il Presidente della Società Promotrice di Belle Arti della Liguria, Dott. Mario Moneta e il curatore dell’Archivio Antonio Pedretti, Salvatore Marsiglione, presentano la mostra personale di uno dei più attivi Maestri pittori dell’era contemporanea, Antonio Pedretti. Nella storia di un Maestro ormai consolidato come Antonio Pedretti, ogni mostra è come un tassello che si applica alla cronologia, ogni tessera compone la sua vita e il suo percorso  artistico.

La mostra in una location di prestigio come l’Oratorio dei Disciplinanti nel Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo, è quindi un pezzo importante nella vita di Antonio Pedretti, il quale vive le stagioni più miti sulle colline di Varigotti.

La mostra si articolerà sui due piani espositivi dell’Oratorio dei Disciplinanti nel Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo, uno dei “Borghi più belli d’Italia” con al piano terra un percorso che rappresenta nella sua completezza, l’unica serie di “Varigotti Live” composta da 25 opere create con una maggiore ricerca tecnica, che supera la materia e il supporto e ne cambia gli schemi, mentre al piano superiore è allestita una selezione di sole 22 opere, alcune storiche del Maestro Pedretti, compresa l’opera che fu alle Corderie dell’Arsenale della 54esima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.

Il rapporto con Varigotti è viscerale come quello con il suo lago, qui trova un equilibrio ineguagliabile, dove mare e rocce s’incontrano, dove la natura è ancora incontaminata e le terre bianche fanno da capolino in questi percorsi segnati dal tempo.  

In questa sua nuova ricerca, il lavoro di Pedretti prende vita da solo, egli trasforma le sue nevicate in rocce bianche, il suo bosco in alberi e cespugli, il cielo in mare, ma resta fedele alla gestualità e alla matericità che lo contraddistinguono nel panorama pittorico nazionale e internazionale. La sua indagine lo ha portato a voler scoprire altri luoghi, ma soprattutto ad approfondire e interagire maggiormente sulla materia, perché in questo caso, il supporto è parte integrante  dell’estetica oltre che della tecnica, il piano in cartone incollato al supporto su tela non è solo atto ad accogliere la pittura, ma la include come la stessa include il cartone. Egli produce interpretazioni nello stesso modo come macina la materia, la carta notoriamente supporto, sostituisce e si integra con il colore e in questo modo il Maestro gli attribuisce un altro significato, non è più un supporto, lo è la tela, ma è parte integrante della figurazione.

Alla domanda lecita  del fruitore: "La pittura deve andare verso la figurazione o l’informale?", il Maestro risponde restituendoci una sinfonia, dove le varie armonie che la compongono, alzano ed abbassano i toni e  ’intensità, vanno a rimescolarsi tra loro, da una roccia dipinta e impastata si passa ad un cielo che si fonde col mare come nelle migliori sceneggiature, dove un albero, tronco o cespuglio sono  lì a tenere  ancorati  gli sguardi verso la figura. I tagli, gli strappi, le asportazioni meccaniche fatte al cartone spesso, creano rocce, terra e spiagge con la naturalezza del gesto.  

L’iconografia più riconosciuta e quindi maggiormente Pop è sicuramente il paesaggio, ma egli riesce a compierlo sempre in maniera diversa e resta a noi osservarlo con occhi diversi. Noi dobbiamo sentire il suono del mare e il profumo della natura o l’aspro delle rupi come le vede l’artista e come le ricordiamo noi. 

c.s.

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