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Politica | lunedì 17 luglio 2017, 13:06

Regione, firmato protocollo con Mibact e ministero Ambiente per l'elaborazione congiunta del nuovo piano Paesaggistico regionale

Presidente Toti: "Piano garantirà tutela paesaggio e semplificazione burocratica"

Una maggiore efficacia nell’azione di tutela del paesaggio, la certezza di un quadro di norme chiare e semplici, la semplificazione delle procedure di autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree vincolate, una sensibile riduzione del contenzioso tra cittadino e pubblica amministrazione. Sono i principali benefici determinati dal nuovo Piano Paesaggistico regionale, al centro dell’accordo siglato oggi tra la Regione Liguria, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il ministero dell’Ambiente per l’elaborazione congiunta delle regole per tutelare e valorizzare il paesaggio. A sottoscrivere l’intesa sono stati il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e i sottosegretari Ilaria Borletti Buitoni (Mibact) e Barbara Degani (ministero Ambiente).

“La firma di oggi - afferma il governatore Toti - è il primo, indispensabile passo per arrivare in pochi anni all’approvazione di un nuovo Piano Paesaggistico, strumento fondamentale in una regione bellissima ma fragile come la Liguria, in cui le aree vincolate rappresentano quasi il 90% del territorio. Le parole d’ordine sono efficacia nella tutela del paesaggio e semplificazione burocratica: a fronte dell’attuale incertezza normativa, con il nuovo Piano cittadini e pubbliche amministrazioni avranno a disposizione regole certe, chiare e semplici”.

La Liguria è stata la prima regione in Italia a dotarsi, nel 1986, di un Piano Paesaggistico regionale che ha costituito, fino ad oggi, un riferimento per la tutela del paesaggio, in sintonia con l’azione della Soprintendenza, per i piani urbanistici dei Comuni e delle Province, per i tecnici progettisti, per i cittadini e per le associazioni ambientaliste.

La firma di oggi consente di procedere all’aggiornamento di quel Piano, stabilendo il quadro normativo di riferimento che guiderà privati e pubbliche amministrazioni nella progettazione e realizzazione di interventi in aree vincolate.

Oggi i vincoli hanno carattere generico ed essenzialmente descrittivo, facendo riferimento, ad esempio, alla ‘bellezza panoramica’, alla ‘qualità vegetazionale’ o alla ‘qualità architettonica’ di una determinata area. Ogni progetto viene sottoposto al parere vincolante della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio: in caso di parere negativo, il cittadino, in assenza di un quadro di regole chiare, può presentare ricorso, con l’avvio di un contenzioso amministrativo.

Con il nuovo Piano, invece, cittadini e pubbliche amministrazioni sapranno fin da subito quali sono gli interventi consentiti e, soprattutto, come vanno realizzati: verranno stabiliti tutti gli elementi di qualità di una specifica area vincolata, fino a definire in modo dettagliato come è possibile intervenire, indicando, ad esempio, i materiali o le tecniche da utilizzare oppure le volumetrie da rispettare. Una volta approvato il Piano Paesaggistico, il parere vincolante della Soprintendenza sarà limitato solo agli immobili e aree di notevole interesse pubblico quali ville, giardini, parchi e complessi storici e al territorio costiero compreso entro la fascia di 300 metri dal mare, appositamente individuato dal Piano.

“Oggi un cittadino che intenda realizzare un intervento in un’area vincolata – spiega l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola - incarica un progettista, investendo tempo e denaro senza alcun parametro di riferimento e, quindi, senza sapere se il suo progetto potrà essere approvato. Se poi il progetto viene bocciato dalla Soprintendenza, le uniche possibilità che gli rimangono sono rifarlo oppure presentare ricorso, con un aggravio di costi e di tempi. Il nuovo Piano Paesaggistico supererà definitivamente tutto questo, a garanzia non solo dei cittadini, ma anche di una più efficace ed effettiva tutela del paesaggio. La sfida è trasformare un sistema fatto soprattutto di vincoli e incertezza normativa in un sistema fatto di regole chiare e quindi di opportunità, per rendere la Liguria più bella”.

Allegato al Protocollo d’intesa c’è un Disciplinare attuativo che definisce il programma di lavoro e i tempi per:

aggiornare le regole che tutelano il paesaggio;

rivedere o aggiungere aree vincolate;

definire interventi per il recupero delle aree degradate (ad esempio cave dismesse, edifici industriali abbandonati). 

Sono previsti: 8 mesi per la fase di indagine, 18 mesi per lo sviluppo del progetto entro settembre 2019, 4 mesi per le necessarie verifiche tecniche. Il Piano sarà pronto per l’approvazione a gennaio del 2020.

 

Nella firma del Protocollo d’intesa è coinvolto anche il ministero dell’Ambiente per consentire l’approvazione, all’interno del Piano, anche delle norme di tutela dei Parchi e delle Riserve Nazionali presenti sul territorio ligure (Parco Nazionale delle 5 Terre, Riserva Nazionale delle Agoraie nel Parco dell’Aveto).

c.s.

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