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Pietrese | giovedì 27 luglio 2017, 09:54

Pietra Ligure: le condanne in primo grado per gli appalti sui rifiuti arrivano in consiglio comunale

La maggioranza: "Piena fiducia nell'operato della magistratura, ma anche comprensione per chi è in giudizio". Scontro vivace in sala consiliare con la Lista Civica dei Pietresi.

Consiglio comunale straordinario e urgente, stamane, con un punto all'ordine del giorno dedicato al caso delle recenti condanne legate agli appalti per la gestione dei rifiuti (vedi articolo).

Il sindaco Valeriani esprime quanto aveva già dichiarato a Savonanews al momento della sentenza (leggi articolo), ribadendo piena fiducia e totale rispetto per l'operato della magistratura ma, al contempo, esprimendo parole di umana comprensione verso chi sta attraversando un momento così difficile come la sentenza emessa in primo grado di giudizio.

Spiega il sindaco: "E' mio dovere di Sindaco di Pietra Ligure relazionare al Consiglio Comunale e a tutti sugli eventi che recentemente hanno coinvolto l'Amministrazione Comunale e i suoi dipendenti. 

Sto parlando del processo sulla gestione del servizio appalto sui rifiuti. L'indagine avviata nel febbraio 2014, durante il mandato della precedente Amministrazione, aveva portato alla luce presunte irregolarità nell'assegnazione dell'appalto nella gestione dei rifiuti nella nostra città. 

Venerdì scorso 21 luglio, il Tribunale di Savona ha emesso sentenza di condanna, di primo grado verso due attuali dipendenti e l'ex segretario comunale e due dipendenti della ditta Ata, aggiudicataria dell'appalto. 

Ho già rilasciato un primo commento agli organi di stampa esprimendo vicinanza dal punto di vista umano nei confronti di persone che conosciamo da molto tempo cosi come le loro famiglie. Una vicinanza compassionevole nel senso di chi si dimostra sensibile ad un dolore altrui, ma tutt'altro che assolutoria. 

Purtroppo questa espressione compassionevole verso chi, allo stato degli atti, sembra aver commesso un reato, è stata travisata dai titoli dei giornali che troppo frettolosamente hanno imputato alla nostra Amministrazione una volontà assolutoria che si andrebbe a sovrapporre al lavoro insostituibile della magistratura giudicante. 

Non è così, sono posizioni e responsabilità ben diverse, e il giorno dopo avevo trasmesso ai giornali la mia lamentela di non aver saputo cogliere il mio pensiero, alla ricerca, immagino, di titoli e locandine che attirassero l'attenzione dei lettori. 

Facciamo dunque chiarezza, è un dovere che sento fortissimo verso tutte le persone che hanno fiducia nelle istituzioni. 

All'inizio della mia Amministrazione ho dovuto fare alcune scelte molto difficili che, anche alla luce dei fatti, rivendico per la loro bontà e alcune contestate in maniera pesantissima, non solo da alcuni consiglieri dì minoranza ma soprattutto da un ambiente che non si aspettava certe decisioni. 

Le scelte di un Sindaco, che ha come faro il rispetto della legge, delle normative, della Magistratura, delle Istituzioni non possono e non devono essere condizionate da pressioni da qualunque parte provengano. 

Ho sempre voluto mettere la trasparenza davanti a tutto e Dio solo sa quanto sia difficile fare da testimone dì questo modo di governare la cosa pubblica. 

La persona politica, non solo deve essere onesta , ma deve anche sembrarlo agli occhi dei cittadini, e le scelte di tre anni fa non potevano essere diverse per rispetto dei cittadini e di tutti i dipendenti del comune. 

Ringrazio pubblicamente la mia maggioranza perché, anche se abbiamo discusso davvero tanto, nei fatti mai ha dubitato che fossero le scelte giuste. 

Questo lungo processo ha creato enormi pressioni e grandi problemi all'Amministrazione, qualcuno ha addirittura condannato la scelta di esserci costituiti parte civile al processo, scelta a mio modo di vedere e dell'Amministrazione atto dovuto per tutelare l'immagine e soprattutto gli interessi dell'Ente e di coloro che rappresenta nell'esercizio delle proprie funzioni e cioè dei cittadini. 

Oggi ho la possibilità di dire che le pressioni e le polemiche non ci hanno fermato ; questa amministrazione sa affrontare le richieste di soluzioni che ci vengono chieste e le difficoltà di questo periodo. 

Ho detto ai giornali che prima di ogni decisione è necessario acquisire la sentenza agli atti del comune, che non significa non rispettare le sentenze, ma significa rispettare le persone e comunque si tratta di attendere solo alcuni giorni. 

Dopo di che garantisco che ognuno farà il suo dovere così come imposto dalla legge. 

L'Amministrazione Comunale prende atto delle decisioni dei giudici esprimendo la piena fiducia nell'operato della Magistratura e verranno adottati ì provvedimenti consequenziali previsti dalla legge in presenza di specifici reati". 

Dichiara il capogruppo di maggioranza Franco Bianchi: "Mi ha toccato molto una parola usata dal sindaco nei giorni scorsi nel commentare la vicenda. Ha infatti usato il termine 'compassionevole', che denota un sindaco umano, sensibile e attento alla vicenda. Difficile non sentirsi toccati nel profondo quando una sentenza del genere raggiunge persone con le quali si è fatto un lungo cammino amministrativo e che umanamente si conoscono da cinquant'anni. Ora però chiedo al sindaco e alla maggioranza di non intervenire più sulla vicenda. Non per omertà ma semplicemente per la delicatezza tecnica dell'argomento".

L'intervento di Bianchi sfocia in un vivace scontro verbale tra il presidente del consiglio Antonio Luciano e il capogruppo della Lista Civica dei Pietresi, Mario Carrara, sulle regole in merito al numero di repliche consentite (VIDEO).

La maggioranza lascia temporaneamente il consiglio, riprendendolo poco dopo. Nella pausa, commenta Carrara: "Non capisco l'atteggiamento di questa maggioranza che si è costituita parte civile nella vicenda e poi, di fronte a una condanna in primo grado, esprime solidarietà ai condannati. Mi sembra il gesto del boia che chiede scusa all'impiccato mentre stringe il cappio. Per me la maggioranza non avrebbe dovuto costituirsi parte civile e per me gli imputati, sul principio di presunzione di innocenza, saranno innocenti finché non vedrò la condanna in ultimo grado di giudizio".

Alberto Sgarlato

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