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Savona | venerdì 28 luglio 2017, 17:00

Tappeti rossi, ma senza buche

I tappeti rossi che vogliono valorizzare scorci e borghi di Liguria sono un'iniziativa interessante. Farne il fulcro di una campagna mediatica è un po' esagerato, forse, ma restano un quid capace di aggiungere un tocco affascinante ad un paesaggio già di per sé avvolgente. Non possono essere considerati "uno sfregio volgare a un patrimonio storico e artistico unico", come qualcuno ha detto. Se generazioni di liguri implacabili hanno modellato un territorio "scabro ed essenziale" (ben tradotto, nelle forme e nell'anima, da Montale), certamente non è qualche tappeto srotolato sulle vie a snaturarne la storia.

Là dove vengono piantati chiodi per fissare il red carpet ad un selciato secolare, il danno materiale c'è. E bisogna considerarlo. Per il resto, se la posa invece è innocua, non si capisce l'accanimento verso questa idea scenografica. A molte persone piace l'emozione di una passerella. E' persino superfluo citare The Floating Piers di Christo con gli affollamenti al Lago d'Iseo: probabilmente rappresenta una sorta di gratificazione da starlette alla portata di tutti.

Nel meraviglioso entroterra ligure, nei centri storici più antichi e suggestivi, spesso per arrivare al "tappeto rosso" bisogna passare per strade accidentate, Provinciali e Comunali che assomigliano a carrettiere, una buca dietro l'altra. In un quadro amministrativo orfano degli enti intermedi, la Regione dovrebbe anche pensare di stendere qualche manto di bitume in più sulle vie che, meno eleganti, vengono praticate tutti i giorni.

Felix Lammardo

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