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Eventi | domenica 30 luglio 2017, 14:18

Celle Ligure: incontro con lo scrittore ed esperto di enigmistica Stefano Bartezzaghi

Domani alle ore 21.15 sul Lungomare Colombo

 

Lunedì 31 luglio alle ore 21.15 sul Lungomare Colombo di Celle Ligure, incontro con Stefano Bartezzaghi e presentazione del libro “Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico” (Bompiani). L'evento rientra nell'ambito della rassegna "Parole Ubikate". Introduce Renata Barberis. Capire quando una parola giochi e quando faccia sul serio non è facile, e forse non è neppure del tutto sensato. Il gioco è una potenzialità sempre presente nel linguaggio umano.

Non c'è lingua e non c'è epoca in cui non si sia giocato con le parole: troviamo giochi di parole nei testi più solenni di religioni, letterature, filosofie. Sono una dimensione comune a tutti: dagli analfabeti ai premi Nobel. Ed è proprio dalla classicità e dal folklore che la cultura di massa ha ripescato le più curiose ed enigmatiche combinazioni linguistiche per adattarle alla contemporaneità. Dall'enigmistica alla pubblicità, dalla satira ai tweet, la lingua mette in gioco le parole in modo che ci avvincano ancora prima che convincerci. In queste pagine Bartezzaghi (scrittore, giornalista, esperto di enigmistica) ci spiega la natura di queste scintille dell'intelligenza e ci invita ad appropriarcene.

Stefano Bartezzaghi viene da una famiglia di enigmisti - il padre, Piero, era un famoso cruciverbista - e come autore ha esordito con un rebus nel 1971. Collabora con «la Repubblica» con rubriche di giochi (Lessico e nuvole) e di linguistica (Lapsus). Ha pubblicato numerosi volumi, tra i quali una storia del cruciverba, L'Orizzonte verticale (Einaudi 2007), Non ne ho la più squallida idea. Frasi matte da legare (Mondadori 2007), il racconto Variazioni (nel volume collettivo Questo terribile, intricato mondo, Einaudi 2008), Lezioni di enigmistica (Einaudi 2009), L'elmo di Don Chisciotte, contro la mitologia della creatività (Laterza 2009), Scrittori giocatori (Einaudi 2010), Non se ne può più - il libro dei tormentoni (Mondadori 2010), Sedia a sdraio (Salani 2011). Nell'ottobre 2011 pubblica presso Mondadori un galateo della comunicazione intitolato Come dire. Del 2012 è Dando buca a Godot. Giochi insonni di personaggi in cerca di aurore (Einaudi).

Bompiani ha da poco pubblicato l’ultima fatica di Stefano Bartezzaghi, Parole in gioco – Per una semiotica del gioco linguistico. L’autore, oltre ad aver già prodotto un gran numero di saggi in qualità di esperto e appassionato del linguaggio, è anche docente di Semiotica e di Teorie della Creatività.

Tutti sappiamo che la lingua, in quanto strumento universale, ha nei giochi linguistici una dimensione comune a tutti gli uomini, siano essi analfabeti o con un basso livello culturale fino ad arrivare ai veri esperti in linguistica. Bartezzaghi in quest’opera spiega dettagliatamente, con meticolosità certosina, l’origine della parola in tutte le sue accezioni e combinazioni, guidando il lettore a scoprire la vera essenza del gioco linguistico. Si concentra sul gioco di parole attingendo dalla classicità ma anche dalla cultura di massa e proprio qui sono state ripescate “le più curiose ed enigmatiche combinazioni linguistiche per adattarle alla contemporaneità. Non c’è lingua e non c’è epoca in cui non si sia giocato con le parole: troviamo giochi linguistici nei testi più solenni di religioni, letterature, filosofie. Dall’enigmistica alla pubblicità, dalla satira ai tweet, la lingua mette in gioco le parole in modo che ci avvincano ancora prima che convincerci.”

Il testo, pur dettagliato nell’esposizione e scritto con un linguaggio semplice non è certamente una lettura per neofiti. Ciò che lo rende piuttosto un’opera per addetti ai lavori sta nel fatto che essendo la semiotica una materia altamente teorica presenta un grado di tecnicismo elevato. E se i primi due capitoli possono ritenersi “tappe di avvicinamento” alla materia e sul tema della parola e sul tema del gioco, la terza parte, dove l’autore ha spiegato ogni concetto teorico e ogni strumento di analisi, risulta comunque prettamente tecnica. E’ vero che Bartezzaghi ha cercato di rendere la lettura accessibile anche ai profani, tuttavia il tecnicismo è intrinseco della materia stessa. La ricerca condotta nel libro prosegue in Appendice dove viene raccontata la storia del più romanzesco tentativo di ricostruire un gioco letterario.

L’autore, nella prefazione, ricorda l’importanza di Umberto Eco nella pubblicazione della sua opera. “Sia sul versante del gioco sia su quello dello studio semiotico la figura di Eco ha avuto un ruolo decisivo nei percorsi che mi è capitato di compiere. Che sia possibile, e non inopportuno, impiegare gli strumenti della semiotica su una materia tanto frivola e volatile non mi sarebbe neppure venuto in mente, senza l’esempio e l’incoraggiamento che mi venivano da lui, nelle sue molteplici vesti…”. In realtà molti sono i nomi di prestigio citati, decisivi per gli studi fatti sul linguaggio e i suoi giochi. Al lettore il compito, piacevole, di scoprire come e quando la parola gioca, tenendo presente che, anche se non sembra, le parole giocano sempre, già da molto prima che qualsiasi regola ne disciplini il gioco. Del resto “il gioco è una potenzialità sempre presente nel linguaggio umano”.

c.s.

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