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Cronaca | domenica 13 agosto 2017, 10:06

Gabbiano reale ferito da un amo da pesca a Spotorno

La denuncia dell'ENPA savonese: "La pesca è ancora più crudele della caccia per le sofferenze che causa agli animali e per il danno all'ecosistema"

La pesca sportiva (ma anche quella professionale) è più crudele della caccia, perché fa morire i pesci per lenta asfissia mentre ami, lenze e reti, perduti e abbandonanti, continuano ad uccidere per molto tempo; e ad essere colpiti sono anche gli uccelli marini, soprattutto da quando vengono usate esche artificiali irte di ami, identiche a veri pesci, che li attirano e li feriscono.

Ultima vittima è un giovane gabbiano reale, che ha volato per giorni, con l’amo dell’esca conficcato in un occhio, attorno al campo solare di Spotorno, tra il raccapriccio dei bagnanti, dei bagnini e dei volontari della Protezione Animali; ma finché il volatile ha avuto le forze per volare non è stato possibile catturarlo, finché dopo giorni di tribolazione, sua e di chi lo vedeva, è stato finalmente recuperato; ora è in cura presso la sede dell’Enpa, dove amo, esca e filo sono stati estratti ma per l’occhio sinistro non c’era più nulla da fare; appena guarito verranno valutate le sue capacità di sopravvivenza in natura, per decidere se potrà ancora essere liberato o dovrà passare il resto dei suoi giorni nel giardino di qualche famiglia adottiva.

Sono almeno una cinquantina ogni anno gli uccelli, solitamente gabbiani reali e colombi ma anche marangoni e gabbiani comuni, soccorsi dai volontari dell’Enpa con gravi ferite o mutilazioni provocate dagli ami e dalle lenze perduti o gettati via dai pescatori sulle spiagge, che sono pericolosi anche per le persone che vi sostano o passeggiano a piedi nudi.

c.s.

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