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Cronaca | sabato 09 settembre 2017, 09:56

Cormorano impigliato in una rete a Ceriale

L'animale è stato soccorso dai Volontari dell'ENPA

Un grosso cormorano, impigliato in una rete galleggiante, si dibatteva da ore a poche centinaia di metri dalla riva a Ceriale; in mattinata a notare i suoi penosi tentativi di liberarsi è stato il bagnino delle colonie Veronesi, che ha avvertito i volontari della Protezione Animali, ai quali ha messo a disposizione una barca per raggiungere il malcapitato uccello selvatico, che hanno recuperato non senza fatica; e dopo un’attenta visita per verificare l’integrità delle penne e l’assenza di lesioni, lo hanno liberato; si tratta infatti di una specie particolarmente intollerante alla prigionia e che va quindi rimessa in libertà il più presto possibile. Le reti da pesca, perdute o abbandonate, sono strumenti micidiali che continuano per molti anni, essendo in materiale sintetico, a a funzionare e catturare ed uccidere non solo pesci ma anche mammiferi marini come balenottere, capodogli, stenelle e globicefali, che spesso vi annegano o riportano gravissime mutilazioni; in alcune nazioni è già attivo un servizio costiero che le individua e le recupera, mentre in Italia è soltanto l’Enpa che ne chiede da tempo, finora senza esito, l’istituzione. I cormorani sono uccelli marini che si cibano di pesci e, forse anche a causa dei cambiamenti climatici, stanno colonizzando le coste liguri, assieme ai marangoni, leggermente più piccoli ma con le stesse abitudini alimentari e comportamentali; Enpa ne recupera feriti o in difficoltà una decina all’anno; alcuni esemplari hanno risalito le vallate e si sono fermati nei torrenti dell’entroterra, dove trovano facilmente cibo per colpa dei pescatori d’acqua dolce, le cui associazioni liberano nei corsi d’acqua pesci d’allevamento per ripopolamento; e che poi, assurdamente, si lamentano delle incursioni di aironi e cormorani, chiedendone l’apertura della caccia.

c.s.

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