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Politica | mercoledì 13 settembre 2017, 15:24

Alassio, Rocco Invernizzi: "La carica di presidente del Consiglio Comunale è mia"

Una sentenza emessa dal Consiglio di Stato dà ragione ad Invernizzi

A seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, l'ex presidente del consiglio comunale di Alassio, Rocco Invernizzi, rivendica la propria carica.

Scrive Invernizzi: "Ancora una vittoria sul fronte della giustizia e della legalità. Un iter lungo e difficile, non è demagogia, che si arricchisce di un ulteriore tassello che riabilita in primis la mia persona, ma anche la mia posizione politica.

Mi riferisco alla Sentenza del Consiglio di Stato emessa lo scorso 6 settembre con la quale il massimo grado di giudizio del nostro Paese ha ritenuto fondato ed accolto il mio ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’annullamento della delibera di Consiglio del Comune di Alassio che nominava un altro Presidente del Consiglio in vece del sottoscritto.

Ciò avveniva, come da sempre da me asserito, in spregio non solo dell’ordinamento legale dell’Ente, ma anche di qualsiasi gestione dettata dal buon senso e dalla disponibilità a mediare ed a trovare una soluzione bonaria e condivisa, sempre prospettata dal sottoscritto all’Amministrazione.

Lo scorso anno non sono servite le mie richieste di incontro con i vertici comunali, puntualmente rifiutate senza ricordare che ricevere un cittadino è un dovere costituzionale per un Amministratore pubblico. Non è servita la mi richiesta di udienza e chiarimenti con il Sig. Sindaco, per discutere ed intraprendere una linea comune. A nulla è servita una mia lettera ufficiale che diffidava l’Amministrazione dall’intraprendere un’azione così scellerata.

Così ho deciso di ricorrere sino al massimo grado di giudizio per ottenere giustizia. Non l’ho fatto per me. Non l’ho fatto per rivalsa personale. L’ho fatto per creare un precedente di giustizia e di tutela dei diritti del singolo che questa Amministrazione, questo Sindaco, sembrano disprezzare ad ogni occasione. Un Sindaco arrogante e presuntuoso. Altèro, pieno di sé, ingrato e sleale, millantatore e superbo, non disposto a nessun accordo, un uomo privo di scrupoli e di ogni senso morale, teso solo al raggiungimento del suo fine e non già di quello pubblico. Questa è la mia personale e triste esperienza.

Per evitare che quello che ho dovuto subire io possa subirlo qualche altro concittadino non in grado di ribellarsi al potere, ho lottato con ogni arma, trovando giustizia.

Ora, io ho già chiesto al Prefetto ed al Segretario Comunale che questa Sentenza, del Consiglio di Stato ricordo, venga immediatamente applicata. Che mi sia restituita la mia posizione in seno all’Ente, voluta dai miei elettori, ma soprattutto la mia dignità politica ed umana. Che ne sarà di tutti gli atti di Consiglio nel frattempo deliberati durante una presidenza illegittima? Ne sarà inficiata la validità? Chi pagherà i conseguenti danni patrimoniali ed amministrativi dell’Ente? Chi subirà ancora una volta le conseguenze volute dall’arroganza e dalla presunzione di un unico uomo, un Sindaco disposto solo a sentire il suono melodioso della sua voce e di nessun altro?"

c.s.

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