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Curiosità | giovedì 14 settembre 2017, 16:45

Il caso di Giuseppina Ghersi, risposta di Roberto Nicolick alla associazione partigiani

"Continuare a negare l’umanità di questa ragazzina equivale a giustificare i gesti orrendi che lei dovette subire, significa negare la civiltà e i valori fondamentali della convivenza civile."

Il caso di Giuseppina Ghersi, risposta di Roberto Nicolick alla associazione partigiani

Il caso di Giuseppina Ghersi, risposta di Roberto Nicolick alla associazione partigiani: "La targa in memoria della piccola Giuseppina Ghersi, ha dato l’avvio, fra le altre cose, a un comunicato dell’associazione partigiani, che francamente mi impressiona per i contenuti, contenuti che definire impropri e imprecisi è davvero poco.

La povera Giuseppina è accusata di aver scelto di schierarsi ad operare a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti, testuali parole, questa accusa mi pare davvero ridicola, come è possibile che a 13 anni una adolescente abbia la volontà e la possibilità di fare una cosa simile con adulti e tra adulti.

In un altro comunicato si definisce la ragazzina una spia fascista, ammesso ciò, avrebbe dovuto avere un giudizio da parte di un tribunale invece nulla di tutto ciò, fu rapita da tre partigiani comunisti, segregata, violentata e infine assassinata con un colpo alla nuca.

Il suo piccolo cadavere fu abbandonato come un sacco di stracci nel piazzale antistante il Cimitero di Zinola. Questa atrocità è indifendibile in qualunque tempo e civiltà, una spia o presunta tale, deve avere un giusto o almeno apparentemente giusto processo, invece nei suoi confronti furono compiuti dei gravissimi reati , oggi come allora, contemplati dal codice penale e i responsabili , allora noti, non subirono nessuna pena.  Una adolescente, di appena 13 anni, oggi come allora, è tale e pertanto non deve essere usata e ridotta a carne da macello da chiunque.

Continuare a negare l’umanità di questa ragazzina equivale a giustificare i gesti orrendi che lei dovette subire, significa negare la civiltà e i valori fondamentali della convivenza civile.

E’ anche stupefacente come oltre a voler negare un fatto simile si voglia anche criminalizzare chiunque in un ottica Cristiana e di Giustizia mostri la sensibilità di voler ricordare con semplicità una vittima innocente di appena 13 anni che non si meritava un trattamento simile.

Il tempo le ha dato ragione, nonostante i divieti e le proibizioni varie, molto si ricordano di lei e non vogliono che la sua memoria venga negata.

cs

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