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Cronaca | lunedì 25 settembre 2017, 13:30

Savona, il piromane Marco Ganzerla si giustifica: "Ero arrabbiato con tutti"

Oltre all’arresto per gli incendi gli viene contestato il reato di lesioni personali aggravate in merito all’incendio di una coperta di un senzatetto mentre dormiva

Grazie a un ottimo lavoro svolto dai militari del Comando Provinciale e del nucleo investigativo è stato risolto sabato pomeriggio il caso dei 23 episodi di cassonetti della carta e della plastica incendiati  (21 incendiati e due tentati) negli ultimi 4 giorni a Savona. 

Marco Ganzerla, classe 1962, domiciliato a Savona ma genovese, è stato arrestato sabato mattina dal nucleo investigativo in Piazza del Brandale anche grazie a una segnalazione di un esercente, in quel caso il soggetto era intento a dare fuoco a della carta in un cestino a trespolo. 

Successivamente è stata avviata la procedura di perquisizione dell’abitazione dove dimorava il soggetto dove sono stati rinvenuti gli indumenti indossati in altri incendi in altre zone della città oltre alla grande quantità di accendini e di occhiali da sole. 

“Dopo due o tre giorni di incendi di questi cassonetti -spiega il Comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri Alberto Azara - abbiamo deciso di svolgere un’attivitá mirata a identificare il responsabile di questo reato, ci siamo concentrati nella zona della Darsena e come punto di inizio l’area interessata è stata collocata in Via Untoria, Piazza del Brandale e Via Giuria. Ci siamo quindi appostati in vari punti di quella zona della città per cercare di capire quali fossero le dinamiche seguite dal responsabile di questi incendi che colpiva principalmente nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio”.

Ganzerla durante la stagione estiva aveva lavorato come bagnino ed era stato dipendente di una cooperativa sociale che in un ambito di impiego aveva collaborato con Ata, incensurato, appiccava gli incendi grazie all’ausilio di accendini e opuscoli pubblicitari.

Oltre all’arresto per l’incendio dei 21 cassonetti, è stato denunciato per tentate lesioni gravi in quanto il 22 settembre ha dato fuoco, in Via Giuria, a una coperta di un senzatetto che stava riposando al bordo della strada, non è riuscito nell’intento perché fortunatamente è intervenuta una passante che ha spento il fuoco.

Nella giornata di ieri, intorno alle ore 11, dopo il controllo ai domiciliari delle 9, Ganzerla non risultava presente nell’abitazione e dopo la segnalazione di mancata presenza è stato trovato nelle vie del centro e di nuovo arrestato, nell’occasione aveva cambiato abbigliamento, comprato un giornale e nella tasca dei pantaloni aveva due accendini presumibilmente comprati in mattinata.

La grande rabbia in modo generico, sarebbe questa la causa che ha portato il Ganzerla a compiere tutti gli incendi, è questa l’ammissione stessa del soggetto dopo l’interrogatorio condotto dal sostituto procuratore la Dott.ssa Venturi.

Domani mattina verrà interrogato dal giudice Fiorenza Giorgi per la convalida del reato, il pm Venturi gli ha contestato i reati di incendio doloso continuato, evasione e lesioni personali aggravate.

Questo l'elenco dettagliato degli incendi appiccati tra il 19 e il 23 settembre:

via P. Impastato, il 19 settembre 2017;

corso Vittorio Veneto, il 19 settembre 2017;

via W. Tobagi il 19 settembre 2017;

piazza del Popolo, i120 settembre 2017;

via Pietro Giuria, il 20 settembre 2017;

via Untoria, il 20 settembre 2017;

via A. Manzoni, il 20 settembre 2017;

via Caboto il 21 settembre 2017;

via Paleocapa, il 21 settembre 2017;

via Caboto, il 21 settembre 2017;

piazza del Popolo, il 21 settembre 2017;

corso Ricci, il 21 settembre 2017;

via Venezia il 21 settembre 2017;

via Mistrangelo, il 21 settembre 2017;

via Venezia, il 21 settembre 2017; via Sormano, il 22 settembre 2017;

corso Ricci, il 22 settembre 2017;

corso Ricci, il 22 settembre 2017;

via dei Vegerio, il 22 settembre 2017;

via Untoria il 122 settembre 2017;

via Untoria il 23 settembre 2017;

piazza del Brandale, il 23 settembre 2017. 

Nella fotogallery si possono osservare, attraverso le immagini ottenute dalle videocamere di sorveglianza, le modalità con cui il piromane si avvicinava ai suoi bersagli, appiccava il fuoco e si dava alla fuga. Al termine della sequenza, il momento dell'arresto in flagranza di reato.

Luciano Parodi

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