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Eventi | lunedì 09 ottobre 2017, 13:46

Sensazionale scoperta tra alcuni rovi del Monte Carmo di Loano

Il merito va tutto al Gruppo Grotte del Cai di Savona: una nuova grotta carsica che, a distanza di qualche mese dalla sua scoperta, non ha ancora smesso di riservare nuove sorprese. Ecco che gli speleologi esperti ci spiegano in breve le tecniche adottate per trovare nuove cavità inesplorate e come acquisire il titolo di speleologo.

Il Monte Carmo di Loano è famoso per la presenza di numerose cavità, ma mai così interessanti quanto l’ultima grotta scoperta dal Gruppo Grotte Cai Savona. Il tutto è nato da un “buco soffiante” di una ventina di centimetri situato in un’insospettabile roccia e che ha convinto gli esploratori ad approfondire meglio lo strano fenomeno che andiamo subito a spiegare.

I "buchi soffianti" sono un fenomeno fisico che spinge le grotte a "inspirare" e "respirare" in base alla temperatura esterna.

Dando per scontato che ogni grotta ha un ingresso alto e uno basso, durante l’alternanza delle stagioni gli ingressi alti delle grotte soffiano aria e quelli bassi l'aspirano: in inverno l'aria interna più calda e leggera presente all'interno risale in superficie dall'ingresso più basso a quello più alto generando i famosi buchi soffianti facilmente individuabili in mezzo alla neve in quanto intorno ad essi l’aria calda scioglie la neve. Ecco quindi che se la zona in è ricoperta dal manto nevoso, per gli speleologi è molto più facile individuarli e verificare la differenza di temperatura del'aria soffiante e quella esterna, ottimo indicatore per determinare a priori cosa si nasconde dietro quel buco.

Dopo mesi di duro lavoro, gli speleologi esperti in esplorazione di ambienti ostili hanno avuto la meglio e si sono trovati davanti a uno spettacolo unico: una grotta di generose dimensioni, rispetto alla tipicità del luogo, e di notevole interesse scientifico.

La grotta è stata denominata ‘Buranco della Tancua’ per l’inconsueto incontro ravvicinato con uno scorpione di cospicue dimensioni da parte della squadra di esploratori nei pressi dell’ingresso della cavità appena scoperta.

La grotta si trova intorno a quota mille e al momento gli speleologi del cai di savona sono riusciti a penetrarvici per oltre 150 metri con la convinzione che cioè non sia il vero fondo della grotta.
Infatti, al suo interno vi sono diversi rami e gallerie, non del tutto esplorate,e altre ostruite da frane che i tecnici stanno cercando di forzare.

Suggestive le abbondanti formazioni naturali come stalattiti e stalagmiti dalle curiose forme assunte nei corsi delle centinaia di migliaia di anni.

L’esplorazione della grotta, nel frattempo, continua per via del valore scientifico insito in essa: il fondo attualmente raggiunto dai tecnici è ricoperto da un’ingente quantità di sabbia, il che fa presagire la presenza di un grosso fiume sotterraneo che finisce chissà dove.

Lo scopo delle esplorazioni è quello di rinvenire collegamenti con le cavità e sorgenti limitrofi al fine di rispondere ai tanti dubbi che ancora oggi attanagliano gli esperti sul giallo del sistema carsico del Carmo oggi ancora senza una risposta certa.

Inoltre, grazie a sofisticati software e sistemi di rilevazione laser, sono state rilevate le dimensioni interne dell'intero sistema per poter così disegnare la posizione e la pianta della grotta facilitando le ricerche scientifiche.

La scoperta è arrivata in concomitanza con il corso di introduzione alla speleologia consultabile sul sito www.ggcaisavona.it/corso-di-introduzione-alla-speleologia/ che è aperto a tutti e al quale ci si può iscrivere entro venerdi 13 ottobre 2017 dalle 21 alle 22.30 c/o la loro sede (Asilo delle Piramidi a Savona).

Il corso consentirà a chiunque di diventare uno speleologo e poter partecipare così alle esplorazioni attuali e future per portare alla luce ciò che la natura ha celato per milioni di anni.

cs

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