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Politica | 10 ottobre 2017, 08:04

Albenga, Ciangherotti: "Revocato incarico al perito; stop alla vendita della farmacia comunale"

"Visto che la delibera votata in Consiglio prevede l'approvazione della perizia, chiedo che venga immediatamente convocato un Consiglio comunale urgente per annullare questo documento illegittimo"

Albenga, Ciangherotti: "Revocato incarico al perito; stop alla vendita della farmacia comunale"

"Il perito per la vendita della Farmacia comunale di via Dalmazia, nominato dall'Amministrazione Cangiano, è indagato ma in sede di gara, a fine marzo scorso, si dimentica di dichiarare alla Commissione di gara il proprio rinvio a giudizio per "turbativa d'asta e abuso d'atti d'ufficio". L'amministrazione comunale del Partito democratico casualmente omette di richiedere i carichi pendenti all'atto dell'assegnazione dell'incarico e così da alcuni giorni è stata avviata la procedura di revoca al professionista" commenta Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale Capogruppo Forza Italia di Albenga. 

"Una battuta d'arresto "obbligata" nella vendita della Farmacia degli ingauni di via Dalmazia, dopo che, nel Consiglio comunale del 19 luglio scorso, il Consigliere comunale capogruppo di Forza Italia espresse forti perplessità sulla votazione di una delibera per la vendita della farmacia comunale (stimata nel valore di 780 mila euro oltre alle scorte) con cui si sarebbe approvata la perizia giurata redatta da un professionista con carichi pendenti. Dopo l'intervento del consigliere forzista che, insospettito dal fatto che al bando pubblico per l'assegnazione dell'incarico della perizia avesse partecipato solo un commercialista di Avellino, pure chiese di allegare alla delibera gli articoli di giornale reperiti online sul rinvio a giudizio del perito, apriti cielo". 

"In quella seduta, dai banchi della maggioranza prese la parola prima il sindaco Cangiano che, dopo aver messo in guardia l' "avventato" Consigliere dal rischio di querela per aver riferito del rinvio a giudizio di un professionista, assicuró che si trattava di un'omonimia e che "dai dati in possesso il perito non era l'indagato ma anzi aveva fatto un grande lavoro di valutazione". Poi intervenne il capogruppo del Partito democratico Avvocato Emanuela Guerra a garantire "la competenza, la capacità e l'abilitazione del perito". Infine ancora il Consigliere del Partito democratico Vincenzo Munì che ribadì il caso di omonimia mettendo in guardia dal dire in Consiglio comunale "che si è rinviati a giudizio" perché si rischia la condanna per diffamazione.

"Mi spiace aver rotto le uova nel paniere del Partito democratico sulla vendita di una farmacia comunale - prosegue Ciangherotti - Mi spiace pure essere stato intimidito in Consiglio comunale con la minaccia di querela per ciò che avevo riportato sul perito che ha eseguito la valutazione della farmacia. Purtroppo per il Partito democratico, a me non piace trattare la cosa pubblica col sospetto e quando rilevai l'anomalia giudiziaria tenuta nascosta dalla maggioranza, dovetti dirlo pubblicamente mettendo agli atti ciò che non mi lasciava sereno di votare". 

"Ora, visto che la delibera votata in Consiglio prevede l'approvazione della perizia, chiedo che venga immediatamente convocato un Consiglio comunale urgente per annullare questo documento illegittimo. Diversamente mi vedrò costretto a segnalare alle Procure di Savona e Torino questa strana pratica di Consiglio" conclude Ciangherotti. 

c.s.

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