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domenica 15 ottobre 2017, 06:30

Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti

L'allestimento ospita anche alcuni abiti, che racchiusi nelle teche, si trasformano a loro volta in gioielli preziosi

Dal 12 ottobre al 19 febbraio 2018 a Torino, il Palazzo Madama ospita nel Salone del Senato, la mostra "Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti" organizzata e prodotta dalla Fondazione Ferré diretta da Rita Airaghi e dalla Fondazione Torino musei.

"Per molto tempo, il gioiello è stato essenzialmente una sostanza minerale: diamante o metallo, pietra prezioso od oro, esso veniva sempre dalle profondità della terra, il gioiello era, per la sua origine, un oggetto infernale, proveniente, da quelle caverne sotterranee in cui l’immaginazione mitica dell’umanità ha posto insieme i morti, le colpe ed i tesori" (Roland Barthes, Il senso della moda).

Ecco allora dall'oscurità apparire come per magia, un allestimento in cui i gioielli sembrano galleggiare nel vuoto. Gabbie di rete racchiudono quello che è l'oggetto del desiderio di qualsiasi donna. Le opere d'arte di Gianfranco Ferrè vengono così presentate seguendo cinque linee guida: FUOCO, ARIA, TERRA, ENERGIA e POTENZA e si riappropriano così del loro significato, il potere.

Mi trovo così ad ammirare in anteprima mondiale 200 oggetti-gioiello, che ripercorrono la produzione artistica del noto stilista italiano, creati per le sfilate che vanno dal 1980 al 2007, questi ci parlano della straordinaria capacità espressiva di Gianfranco Ferrè, che dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1969, fece il suo ingresso nel settore della moda negli anni '70, ottenendo già ai suoi esordi, consensi come creatore di bigiotteria e accessori. 

“Come gli abiti, i miei gioielli sonno legati alla fisicità delle forme umane, in un rapporto profondo ed essenziale che esalta i punti-chiave della figura”

Collane, bracciali, spille, anelli, cinture e monili fanno mostra di sé spaziando nei materiali, dalle pietre lucenti ai metalli smaltati, ai legni dipinti, rame, ferro, cuoio, bronzo e ottone. Contemplazione estatica e tripudio di emozioni nell'osservare cotanta bellezza e bravura.

 Il bijou «regna» sul vestito non perché è prezioso in sé, ma perché concorre in maniera decisiva a renderlo significante. Ad essere prezioso è ormai il senso di uno stile, e questo senso dipende non dai singoli elementi, ma dal loro rapporto sosteneva Roland Barthes nel suo "Il senso della moda" e di questo rapporto è maestro incontrastato Ferrè.

L'allestimento ospita anche alcuni abiti, che racchiusi nelle teche, si trasformano a loro volta in gioielli preziosi.

"Ora il gioiello è uno strumento per la rappresentazione di sé. Come l'abito e forse più dell'abito"

Alessandra Canelli - Shopping for Harmony - https//www.facebook.com/shoppingforharmony/

Alessandra Canelli

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