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Cronaca | giovedì 19 ottobre 2017, 13:23

Viaggiava sulla A10 Genova-Ventimiglia con pannelli fotovoltaici rubati, indagato marocchino

Il 30enne aveva anche materiale pedopornografico sul cellulare

Verso le 8.00 di domenica scorsa 15 Ottobre 2017, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Imperia in servizio in autostrada, veniva inviata nella piazzola di sosta ubicata in corrispondenza del chilometro 113, carreggiata nord, nel territorio del Comune di Imperia, per un autocarro in panne.

Nella circostanza i dipendenti identificavano il conducente dell’autocarro in questione, N. Y., trentenne, cittadino marocchino, regolare e residente a Salerno, il quale riferiva di aver avuto problemi al motore e di aver provveduto a richiedere soccorso tramite il personale autostradale.

Gli accertamenti effettuati in banca dati permettevano di stabilire che tale soggetto era già stato indagato per furto di pannelli fotovoltaici.

Conseguentemente, veniva visionato il vano di carico dell’automezzo, permettendo ai poliziotti di scorgere uno strano sbarramento verticale eretto mediante la sovrapposizione di parti di mobilio, finalizzato all’occultamento del rimanente carico.

Il personale della Polizia di Stato decideva quindi di sottoporre a perquisizione personale il cittadino marocchino, perquisizione estesa poi al veicolo.

Tale attività permetteva di rinvenire 200 pannelli fotovoltaici, presumibilmente di provenienza furtiva.

Non solo, nella parte retrostante il sedile del conducente veniva rinvenuto un pacchetto contenente 231 etichette adesive riportanti i dati tecnici di pannelli fotovoltaici, da applicare su di essi, una volta venduti.

Il tutto veniva sottoposto a sequestro penale.

A seguito di attente e certosine ricerche protrattesi per diversi giorni, da parte del personale della Squadra di Polizia Giudiziaria è stato possibile stabilire, in data odierna, con certezza la provenienza illecita dei pannelli fotovoltaici, provento di alcuni furti avvenuti in Puglia.

Al momento della perquisizione, il cittadino marocchino è risultato, inoltre in possesso di uno smart-phone che conteneva al suo interno diversi video. In particolare, l’ attenzione degli agenti è stata attirata da un filmato raffigurante una scena in cui alcuni sconosciuti squartavano, con dei coltelli, dei cadaveri; si tratterebbe della cosiddetta “sepoltura celeste” antico rito funerario tibetano, ancora oggi praticato da alcune comunità. Il rito prevede che il corpo del defunto venga scuoiato ed esposto agli avvoltoi. Infatti, nel filmato appaiono tali rapaci.

Una più attenta analisi dei contenuti video presenti nello smart phone, permetteva di scoprire, la ulteriore presenza di un file pedopornografico dove una bambina della presunta età di 13/14 si denudava completamente.

Ancora un altro video, mostrava il selvaggio pestaggio di un bambino nella pubblica piazza.

          Alla stregua di quanto acclarato N.Y. veniva indagato e segnalato all’ Autorità Giudiziaria di Imperia per il reati di riciclaggio, nonché alla Procura della repubblica di Genova per il reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, in formato digitale.

Redazione

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