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Eventi | 19 ottobre 2017, 09:32

Alla Ubik la vera storia della Banca Carige a Savona e Genova

Venerdì 20 ottobre ore 18, incontro con la giornalista Carlotta Scozzari e presentazione del libro “Banche in sofferenza. La vera storia della Carige”

Alla Ubik la vera storia della Banca Carige a Savona e Genova

Alla Ubik presentazione del libro che racconta la vera storia della Banca Carige a Savona e Genova: "I crediti deteriorati che nel 2016 ammontavano a ben 7 miliardi di euro, i crediti erogati ai gruppi Nucera e Orsero che finiscono nel mirino di Bankitalia e dei magistrati genovesi. La Banca entro fine anno dovrà trovare 1 miliardo di euro; se non ci riuscirà potrebbero essere penalizzati azionisti, obbligazionisti e persino correntisti oltre i 100 mila euro…”.

Venerdì 20 ottobre ore 18 presso la libreria Ubik, incontro con la giornalista Carlotta Scozzari e presentazione del libro “Banche in sofferenza. La vera storia della Carige”. Partecipano i giornalisti Ferruccio Sansa e Mario Molinari.

Ecco finalmente il libro che racconta la vera storia della Banca Carige a Savona, dal buco finanziario del caso Nucera a quello Orsero, con la partecipazione dei principali giornalisti che se ne sono occupati.

Cos'è successo a Carige, la banca italiana più amata dai liguri? Come mai nel 2017 ha nuovamente bisogno di chiedere soldi agli azionisti per la terza volta in quattro anni? Per dare una risposta, dobbiamo seguire il percorso tortuoso dei fiumi di denaro che attraversarono la banca per vent'anni e che, nella maggior parte dei casi, si formarono al suo interno per poi sfociare in mari spesso sconosciuti. Per tracciare questi flussi e comprendere i motivi della mancata rinascita di Carige dobbiamo partire dalla storia del suo ex presidente, Giovanni Berneschi, e immergerci nei fiumi di carta che arrivano fino ai giorni nostri.            

Alcuni brani dal libro:

Alla fine del 2016, i crediti deteriorati di Banca Carige ammontavano a ben 7,3 miliardi di euro, di cui circa 3,8 miliardi in forma di sofferenze, ossia quei prestiti con meno probabilità di essere restituiti. Nel piano industriale presentato a settembre dall'amministratore delegato di Carige, Paolo Fiorentino, si punta a ridurre la mole di crediti deteriorati da oltre 7 miliardi a 3,4 miliardi nel 2018, meno della metà.

I crediti erogati da Carige ai gruppi Nucera e Orsero finiscono nel mirino di Bankitalia, che esegue due ispezioni in Carige tra il 2012 e il 2013. E' da queste ispezioni che prende il via l'inchiesta dei pm genovesi. Per quel che riguarda Nucera, la Banca d'Italia segnala tutta una serie di anomalie riguardanti crediti per oltre 70 milioni. Nel caso della famiglia Orsero si evidenzia un "trattamento di favore". La Gf Group, che è la cassaforte finanziaria degli Orsero, nel 2015 riesce finalmente a rinegoziare il debito con le banche, pari al momento dell'accordo con gli istituti di credito a quasi 250 milioni. Di questa cifra, una parte è riconducibile a Carige.

Banca Carige da qui a fine anno dovrà trovare 1 miliardo di euro per rafforzare il proprio patrimonio e seguire in questo modo i dettami della Banca centrale europea (Bce). Il grosso di questo miliardo arriverà dall'aumento di capitale da 560 milioni, il terzo nel giro di quattro anni (dopo i due precedenti con cui erano stati raccolti 1,65 miliardi), attraverso il quale gli azionisti della banca saranno chiamati nuovamente a mettere mano al portafoglio.

Ce la farà la banca ligure a trovare tutti questi soldi entro la fine dell'anno? Se non ci riuscirà, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe diventare concreta l'ipotesi di una messa in sicurezza dell'istituto di credito con le nuove regole europee, che penalizzano azionisti, obbligazionisti e persino correntisti oltre i 100 mila euro.

cs

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