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Attualità | lunedì 23 ottobre 2017, 11:19

Alassio/Albenga, dove sono finiti i detriti dell'alluvione dello scorso novembre? (FOTO)

La segnalazione arriva da un nostro lettore

Alassio/Albenga, dove sono finiti i detriti dell'alluvione dello scorso novembre? (FOTO)

Che fine hanno fatto i detriti che durante l’alluvione dello scorso novembre si erano accumulati sulle spiagge di Alassio e Albenga? La segnalazione arriva da un nostro lettore che ha voluto riportare e documentare attraverso fotografie quanto si è trovato davanti: un cumulo di detriti legnosi di varie dimensioni che si estende per una lunghezza di oltre 30 metri, una superficie di quasi 300 metri quadrati ed un volume di centinaia e centinaia di metri cubi. Insomma, per dimensioni, 3 o 4 alloggi di discreta grandezza.

“Questo è il resto delle mareggiate di un anno fa che ancora giace indisturbato sulla spiaggia del comune di Alassio, al confine con Albenga, nella zona di Vadino” commenta il nostro lettore.

“Si vede che questo non è il centro nevralgico della cittadina del muretto, denso di attività commerciali e stabilimenti balneari che accolgono turisti a frotte. Il centro di Alassio è stato ripulito e sistemato a tempo di record prima della stagione estiva - commenta - Quest’angolo invece, ha visto passare la stagione estiva ed ora aspetta quella invernale con le nuove mareggiate". 

“Intanto il cumulo di detriti legnosi depositati dal mare e accumulati dalle ruspe, lì abbandonati da quasi un anno, stanno diventando una vera e propria pattumiera a cielo aperto perché, come si sa, purtroppo dove c’è sporco l’incivile tende a sporcare ancora di più. Ed ecco allora apparire bottiglie di plastica, di vetro, sacchetti della spazzatura e rifiuti di ogni altro genere, covo ideale per topi, ratti ed altri animali vari.Ma tutto passa inosservato e in sordina, perché di questo gli alassini non si lamentano, nessuno vede, tranne i pochi e sfortunati abitanti di quella zona di Albenga o che in stagione utilizzano o hanno provato ad utilizzare quella spiaggia libera, diventata una vera e propria discarica a cielo aperto" conclude.

 

Mara Cacace

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