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Attualità | sabato 11 novembre 2017, 15:00

Olive Taggiasche a rischio "imitazione"? Nasce il ‘DNA controllato Cultivar Taggiasca’

Il DNA è un'analisi certa che non lascia scappatoie. La certificazione è molto semplice e ha bassi costi, basta inviare un campione di Olive Taggiasche al Parco Tecnologico Padano il quale rilascerà la certificazione a patto che le olive risultino effettivamente Taggiasche

L'oliva di varietà ‘Taggiasca’ è stata per secoli il sostentamento della gente del Ponente Ligure, ad oggi distribuisce alle aziende del territorio circa 70 milioni di euro.

La produzione di Olive Taggiasche è concentrata tutta tra la provincia di Imperia e Savona conseguentemente il pericolo più grave in questo momento è che vengano messe in commercio olive di altre cultivar spacciandole per Taggiasche creando così gravi danni alle nostre aziende in quanto concorrenza sleale e andando a danneggiare l'unicità della ‘Taggiasca’.

E' per questo che è stato creato il ‘DNA controllato Cultivar Taggiasca’ che mette al riparo da queste situazioni. Il DNA è un'analisi certa che non lascia scappatoie. La certificazione è molto semplice e ha bassi costi, basta inviare un campione di Olive Taggiasche al Parco Tecnologico Padano il quale rilascerà la certificazione a patto che le olive risultino effettivamente Taggiasche e si sottoscriva il regolamento da seguire alla lettera. Il marchio ‘DNA controllato Cultivar Taggiasca’ è riservato alle sole aziende operanti nella provincia d'Imperia e di Savona, mentre l'analisi del DNA della cultivar Taggiasca a fini di controllo è libera a tutti.

Cosa molto importante è che la certificazione viene fatta sul prodotto sfuso ancora da confezionare, mentre i campioni analizzati per il controllo saranno prelevati solo ed esclusivamente dal prodotto finito confezionato e sigillato messo in commercio o giacente presso le aziende, questo per dare la massima tutela al consumatore finale. Inoltre sull'etichetta dei prodotti DNA controllato Cultivar Taggiasca sarà presente il codice identificativo del lotto certificato, quest'ultimo potrà essere inserito nel motore di ricerca presente nella pagina web www.dnacontrollato.it, in modo da verificare immediatamente che il prodotto che si sta acquistando non sia un falso.

La superficie complessiva della Provincia di Imperia è di circa 115.000 ha. La superficie ricoperta da olivi, coltivati e abbandonati è il 15% del totale (carta di uso dei suoli) pari a circa 17.000 ettari. Dati ufficiali ISTAT parlano quindi di 5.500 ha coltivati ad olivo solo nella provincia di Imperia. E' ben evidente che più di due terzi degli oliveti sono abbandonati. Partiamo dal presupposto che il 99% degli ulivi in provincia di Imperia ed il 50% in Provincia di Savona sono di Cultivar Taggiasca. Per quanto riguarda la Provincia di Savona gli ettari coltivati ad ulivo sempre secondo ISTAT sono 2.340 ettari. Complessivamente quindi gli ettari coltivati a Taggiasca sono 7840 ha. Le Aziende operanti nel settore Olivicolo nelle due Province sono, sempre savonese. Complessivamente sono 8748. La superficie coltivata aziendale è mediamente di 0,89 ettari. L'attenzione verso le piccole aziende è quindi fondamentale.

Francesco Li Noce

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