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Attualità | domenica 12 novembre 2017, 17:00

In Provincia di Savona necessario puntare su mobilità ferroviaria, le proposte "Per Noi per Savona"

"Mentre in tutta Europa e nel Nord Italia le infrastrutture ferroviarie vengono potenziate, anche in vista della necessaria limitazione del trasporto su gomma, sul territorio savonese si verifica - ormai da decenni - un depotenziamento delle linee e conseguentemente dei servizi sia per passeggeri che per merci"

A seguito del convegno molto partecipato del giugno scorso presso la Provincia di Savona “per un nuovo modello di mobilità ferroviaria nel territorio savonese”, si è ripreso questo tema in un affollato incontro pubblico presso la libreria Ubik di Savona.

"Mentre in tutta Europa e nel Nord Italia le infrastrutture ferroviarie vengono potenziate, anche in vista della necessaria limitazione del trasporto su gomma, sul territorio savonese si verifica - ormai da decenni - un depotenziamento delle linee e conseguentemente dei servizi sia per passeggeri che per merci" afferma Mauro Dell'Amico "Per Noi per Savona".

“Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: dal traffico caotico nelle domeniche d’estate alle colonne di autocarri sull’Aurelia e su tutte le strade e autostrade della provincia; dal difficile collegamento tra il porto e l’entroterra, all’inquinamento e ai frequenti incidenti stradali; per non parlare del mancato sviluppo produttivo dovuto anche all’inefficienza dei collegamenti.

"A tal proposito Giorgio Ajassa e Dario Zucchelli, ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato, sostenuti da Noi per Savona e con numerose altre adesioni, partendo da una grande esperienza maturata in ambito professionale, propongono alcuni interventi che possono potenziare significativamente l’attuale struttura ferroviaria". 

Si spiega: “In particolare, posando il secondo binario sulla sede già predisposta tra Savona e S. Giuseppe di Cairo via Altare, si potrebbe realizzare un trasporto passeggeri cadenzato con funzione di treno suburbano tra il capoluogo e la Valbormida; nel contempo si renderebbero disponibili nuove tracce per le merci anche in vista dello sviluppo delle aree portuali savonesi e degli importanti traffici di container previsti verso il Piemonte e la Lombardia. Ne conseguirebbe un alleggerimento dell’attuale servizio autobus che potrebbe convertirsi in un trasporto capillare ed integrato verso i paesi non toccati dalla ferrovia, come già avviene in maniera efficiente in numerose realtà italiane e straniere.”

Non solo “Una seconda proposta riguarda il riutilizzo della ferrovia Cuneo-Mondovì. Questa, chiusa da alcuni anni anche se recentemente ammodernata, consentirebbe – previa elettrificazione - di aprire nuovi e veloci collegamenti tra il Cuneese e la Riviera di Ponente evitando il transito da Fossano e il cambio di treno.”

“La proposta forse più importante riguarda l’eliminazione del collo di bottiglia (a binario unico e con limitazioni dovute alla vetustà della linea) presente tra S. Giuseppe di Cairo e Ceva. Una variante di circa 20 km consentirebbe di eliminare alcune acclività e le carenze strutturali fornendo un collegamento ottimale tra Savona e Torino. noltre, senza necessità di interventi strutturali, è possibile intensificare il servizio tra San Giuseppe di Cairo ed Acqui ed istituire sulle riviere a ponente e a levante di Savona (Savona-Varazze e Savona-Finale Ligure) un servizio su ferro con treni bidirezionale e tempi di percorrenza di circa 15 minuti per tratta, assolutamente competitivi con i tempi di percorrenza su strada". 

cs

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