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Politica | venerdì 17 novembre 2017, 13:12

Lavori in via del Soccorso a Pietra Ligure, l’ira di Carrara: “Una paralisi per tutti a vantaggio di pochi?”

Il capogruppo della Lista Civica dei Pietresi: “Se servono due mesi per pavimentare un breve tratto di strada davanti al sagrato di una chiesa, per finire un’autostrada ipoteticamente ci vorrebbero secoli?”

Mario Carrara, capogruppo della Lista Civica dei Pietresi, esprime tutte le proprie perplessità in merito ai lavori in atto nel quartiere del Soccorso: “I nuovi sensi di marcia, i divieti, le percorrenze obbligate in strade che fino a pochi anni fa erano poco più che strade interpoderali ed ora assurgono a strade di "elevata percorribilità", le pedonalizzazioni forzate, la necessità oggettiva, per mezzi di una certa dimensione che devono raggiungere via S. Francesco, via Dardanelli, di dover fare tortuosi, defatiganti percorsi per poter tornare nella sottostante zona pianeggiante.

Tutto quanto finalizzato ai lavori di pavimentazione della porzione di via Soccorso antistante la chiesa parrocchiale del Soccorso e strutture adiacenti, nonché del tratto terminale di via Ghirardi. Abbiamo constatato dalla specifica ordinanza che tale situazione si protrarrà fino alla metà del prossimo mese di dicembre. A parte l'ovvia, spontanea considerazione che più di due mesi di tempo per pavimentare un tratto di strade così ridotto, paiono già eccessivi (quanti secoli occorrerebbero per pavimentare un'autostrada?), ci chiediamo se era proprio il caso di creare una tale situazione per tutti i residenti della zona, costretti, come detto più sopra, a dei percorsi obbligati e disagevoli.

Una situazione di cambio della viabilità, con tutte le conseguenze negative che sta arrecando, avrebbe potuto, in teoria, proporsi solo dopo l'allargamento di via don Maglio, una stradina stretta, che termina su via Morelli ad angolo retto, con la visuale occlusa da muri di cinta. Una stradina che, tuttavia, ora è diventata fondamentale per chi da via S.Francesco e dalla zona del Monte Grosso voglia portarsi verso la zona pianeggiante”.

Carrara è critico: “Il piano urbanistico che ha previsto lo scempio edilizio che si è prodotto ed ha pregiudicato per sempre la sistemazione armoniosa di fronte alla chiesa dei frati (perché doveva, in primis, prevedere l'abbattimento della casa/rudere con torretta e realizzare una grande piazza sullo presso livello della strada) era ed è una mostruosità che doveva essere in tutti i modi aborrita, ostacolata, bocciata dal Comune.

Il Comune, anche a costo di rinviare nel tempo la definitiva soluzione della questione, avrebbe dovuto, in tutti i modi, dar l'impressione di perseguire l'interesse pubblico per migliorare la funzionalità e l'estetica del luogo, nevralgico di fronte alla Parrocchia, che non dar invece l'impressione di “accontentare” solo pochi singoli, com'é invece avvenuto”.

Il capogruppo della Lista Civica dei Pietresi conclude così la sua disamina: “Il sopraccitato allargamento di via don Maglio allo stato degli atti non sussiste, mentre si continua a lasciar costruire dei ‘casermoni’, senza buttar giù il rudere davanti alla Chiesa e ad altri cittadini si riservano solo svantaggi, come l’esproprio di terreni solo per approvare un piano urbanistico a beneficio di altre persone. E tutto ciò fa presumere che, al di là delle belle intenzioni, la "provvisorietà" e "temporaneità" della situazione, sia destinata a durare ben in là nel tempo, facendo destare la netta impressione che l'attuale sia, invece, una soluzione pressocché "definitiva", una delle tante assurdità alle quali ci ha abituato l'attuale Amministrazione Comunale.

Chiede Carrara: “Vogliamo una sollecita risoluzione concreta alla questione dell'allargamento di via don Maglio e della messa in sicurezza della sua parte terminale di immissione su via Morelli e, per far cessare gli effetti di queste modifiche, chiediamo l’integrale ripristino della viabilità veicolare precedente”.

A. Sg.

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