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Politica | lunedì 20 novembre 2017, 09:43

Finale Ligure, l’ira di Guzzi: “La minoranza attacca senza leggere gli atti”

Il commento dell’assessore ai lavori pubblici: “Assisto sempre di più a un atteggiamento basato sul contestare per contestare, senza argomentazioni”

Sugli orari di apertura e di chiusura di Porta Testa e di Porta Reale e sugli impatti che essi avrebbero, sia dal punto di vista dell’intera economia di Finalborgo, sia su tutta la viabilità cittadina, è stato negli ultimi mesi detto e scritto di tutto.

Ma c’è un aspetto della vicenda che l’assessore ai lavori pubblici Andrea Guzzi reputa imperdonabile: “La minoranza spesso non legge gli atti. Nello specifico, nessun elemento dei vari gruppi di opposizione ha letto la delibera di giunta nella quale si stabiliva di regolamentare la viabilità del Borgo. Ciò si evince dai molti interventi che ho sentito in consiglio comunale, taluni con inesattezze, altri con domande alle quali le risposte erano già presenti in delibera. Ritengo che questo contestare per contestare, senza un adeguato approfondimento della documentazione, sia un atteggiamento non solo superficiale ma addirittura allarmante”.

Secondo Guzzi, la problematica non è limitata al singolo “caso-Finalborgo”, e fa un altro esempio: “Nell’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche le uniche obiezioni della minoranza son state legate ad errori ortografici degli uffici e a perplessità su importi derivanti da computi tecnici. Nessun intervento sui contenuti degli interventi pubblici messi nel piano, nessun riferimento ad alternative migliori possibili. Quindi in linea di principio sarebbe legittimo aspettarsi una votazione favorevole. Invece alla proposta di finanziare la Passeggiata di Varigotti, gli impianti di illuminazione del Borel ed i Moli di Pia la minoranza ha votato contrario. Per fortuna la maggioranza compatta ha dato il via libera a tali interventi che quindi saranno in parte appaltati entro l’anno e concretizzati nel 2018. Votare contro a priori è davvero un tipo di politica che non dovrebbe esistere più”.

A. Sg.

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