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Politica | 20 novembre 2017, 08:30

Ritardi nella lotta al punteruolo rosso, i Verdi attaccano: "A questo punto la “Riviera delle Palme” diventerà presto un ricordo"

Il portavoce del ponente Savonese Gabriello Castellazzi: "I Comuni non possono affrontare il problema ognuno per proprio conto"

Ritardi nella lotta al punteruolo rosso, i Verdi attaccano: "A questo punto la “Riviera delle Palme” diventerà presto un ricordo"

"Alcuni anni fa i Verdi segnalarono l'urgenza di intervenire tempestivamente per attuare una lotta  efficace in grado bloccare l'azione distruttiva del “punteruolo rosso”. Il paesaggio costiero ligure vanta ancora un patrimonio di decine di migliaia di palme, già descritte agli inizi del 1800 in tutte le loro varietà dall'agronomo finalese Giorgio Gallesio nella famosa 'Pomona Italiana'" commenta il portavoce dei “Verdi” del ponente Savonese, Gabriello Castellazzi. 

"Ma questo ricchissimo patrimonio “verde” è rimasto sotto attacco e solo alcune amministrazioni si sono attivate seriamente per arginare questa moria di palme, ma in generale si sono registrati gravi ritardi e la “Riviera delle Palme”corre il seri rischio di diventare tra pochi anni un ricordo. Data la velocità riproduttiva di questo “punteruolo”era necessario un coordinamento più efficace, ma molti hanno sottovalutato il problema. Nonostante le ordinanze le piante colpite a volte rimangono per mesi in stato di abbandono (foto di oggi a Pietra Ligure). Era noto a tutti che questo insetto, se non viene subito isolato e neutralizzato, in soli due mesi si diffonde rapidamente in migliaia di esemplari, può vagare e colpire in breve tempo nello spazio di diversi chilometri e scava gallerie nel fusto della palma. A quel punto la maggior parte della pianta è  fortemente danneggiata ed è quindi necessario il suo taglio con un costo di circa 800 euro". 

"Ma la prevenzione ben organizzata costerebbe molto meno (ogni trattamento circa 200 euro e i prezzi variano in considerazione del numero di piante trattate). In alternativa al trattamento chimico è poco considerato il trattamento biologico con “Steinernema carpocapsae”, un nematode che rilascia batteri in grado di uccidere il “punteruolo” in 48 ore. I Comuni non possono affrontare il problema ognuno per proprio conto. E' necessario un coordinamento regionale, con appalti comprensoriali che riducano i costi. Ma nel frattempo devono essere rispettate le ordinanze ed applicate le sanzioni previste - prosegue - Un po' di storia: Il “punteruolo rosso”, coleottero di origine asiatica, colpì l'Egitto nel 1992 (30.000 piante distrutte in poco tempo). Passato in Spagna nel 1994, venne segnalato in Italia per la prima volta a Pistoia nel 2004". 

"Nel 2007 venne organizzato a Sanremo un convegno a carattere regionale per adottare strategie di lotta e il 13 febbraio 2008 venne pubblicato il primo decreto che obbligava Enti pubblici e privati proprietari di palme a provvedere alla eradicazione delle palme infestate, triturazione e  corretto smaltimento dei residui. Un ulteriore D.M. del 7 febbraio 2011 obbligava i Servizi Fitosanitari Regionali a predisporre piani formativi per “operatori capaci di attuare le tecniche preventive al fine di arginare i gravi danni all'ambiente, al paesaggio e all'economia” e “chiunque non ottemperi alle prescrizioni impartite è punito con multe fino a 3000 Euro”. A questo punto ogni ritardo, anche da parte della Regione Liguria, risulta incomprensibile" conclude il portavoce dei “Verdi” del ponente Savonese, Gabriello Castellazzi. 

c.s.

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