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Finalese | sabato 25 novembre 2017, 09:28

Coldiretti: un aiuto contro cinghiali e caprioli, ma cresce la minaccia dei daini

Un incontro per parlare delle recinzioni elettrificate: funzionalità, esperienze maturate "sul campo", caratteristiche tecniche e consigli utili

La Coldiretti di Finale Ligure ha organizzato presso la propria sede di Finalborgo, nel pomeriggio del 24 novembre, un incontro per offrire agli iscritti del comprensorio una panoramica relativa ai danni degli ungulati nei terreni agricoli, con riferimento a cinghiali, cervi, caprioli e daini, oltre alla minaccia degli istrici, che si stanno avvicinando e presto saranno presenti nei nostri territori.

A tenere la conferenza è Andrea Marsan, biologo che da 32 anni lavora nello specifico settore di queste specie animali. Il relatore inizia raccontando la testimonianza di un vigneto che stava letteralmente per chiudere, piegato dai danni causati dagli ungulati, e nel giro di un triennio si è ripreso fino a tornare a essere un’azienda florida. Come? Installando una recinzione elettrificata.

Marsan, infatti, da lungo tempo ha dedicato i suoi studi a questa risorsa tecnologica e offre tutta una serie di suggerimenti: “Non sono qui per vendere nessun prodotto, quindi vi racconterò vittorie e fallimenti in modo paritetico, così che possiate anche fare tesoro dei miei sbagli”, spiega al pubblico.

Le vittorie sono quelle sui cinghiali, dove l’efficacia delle reti elettrificate si è mostrata pari al 100%, pur accettando un margine di danno pari al 5% (fisiologico nell’ambito di qualsiasi “rischio di impresa”), mentre il dato si fa lievemente più basso con i caprioli, attestandosi comunque su un valido 95%.

La vera sconfitta è il daino: animale robusto, intelligente, dotato di grande spirito di adattamento, capace di non bere per lungo tempo, di nutrirsi di minime risorse e molto agile. Su questa specie finora i risultati ottenuti con l’elettrificazione non sono stati considerati soddisfacenti. Tanto più che, a differenza del cinghiale, del capriolo e del cervo, pienamente considerati “autoctoni” (cioè appartenenti ai nostri territori), il daino è anche “alloctono”. Una specie “aliena”, insomma, estintasi nei nostri boschi già nel neolitico e importata nuovamente dai fenici circa 10mila anni fa. Quindi proveniente da Oriente, sì, ma ben radicata nel tempo.

Per questo motivo il capriolo e il cervo sono da considerare specie protette, mentre per il daino la caccia di contenimento è molto vasta: dal 1° al 30 settembre per i soli maschi adulti, ma addirittura da novembre a marzo per tutti gli altri esemplari. E, secondo quanto suggerito da Marsan, se tutte le associazioni di categoria degli agricoltori, in modo compatto, facessero pressione sugli enti locali si potrebbe ottenere il cosiddetto “piano di controllo” per cacciare il daino tutto l’anno.

“Sicuramente quello che non voglio sono dissidi e polemiche. Non bisogna alimentare le divisioni e gli schieramenti tra categorie ma cercare il più possibile il dialogo, il confronto e la collaborazione tra cacciatori e agricoltori”, afferma Marsan. Il quale aggiunge che in una ipotetica “classifica degli aiuti” nelle sue attività di studio ha trovato sostegno tanto dai cacciatori quanto da molte associazioni ambientaliste, come l’ENPA, ma anche da studenti universitari, agricoltori e altre categorie.

Spiega Marsan che il recinto elettrico provoca dolore e spavento negli animali ma non è letale; inoltre non è pericoloso per l’uomo, deve essere posto in proprietà private ed essere molto ben segnalato. Per chi lo installa è possibile ottenere rimborsi, informandosi attraverso la Coldiretti sulle metodologie, fino al 51%.

Nella sua carrellata Marsan offre numerosi consigli su come deve essere installata la centralina per non essere oggetto di furto, su come valutare la qualità e le caratteristiche di fili e paletti, su come distribuire la potenza per metro lineare e per ettaro, su come effettuate i tagli d’erba per evitare che essa invalidi il corretto funzionamento dell’impianto, e molto altro.

Il biologo conclude citando un risultato che considera particolarmente positivo: nel Comune di Magliolo è stata effettuata una recinzione unica lineare che tutela 20 aziende agricole e circa 50 orti privati, su un tracciato di 3,5 km e 150 ettari. Il progetto è stato realizzato dall’Università di Genova con fondi della Regione Liguria e all’installazione hanno collaborato le squadre di cacciatori.

Alberto Sgarlato

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