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Economia | 06 dicembre 2017, 19:53

La pizza vista dallo spazio è migliore di quella sulla Terra?

Se ancora non ha messo piede sulla Luna, è già comunque arrivata nello spazio, per la prima volta nella storia dell'umanità

La pizza vista dallo spazio è migliore di quella sulla Terra?

Se ancora non ha messo piede sulla Luna, è già comunque arrivata nello spazio, per la prima volta nella storia dell'umanità: stiamo parlando la pizza, prodotto simbolo del nostro Paese, a raggiungere questo traguardo, approdando sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per gli astronauti in missione.


Fonte: Unsplash

La pizza nello spazio

Ricevere una pizza nello spazio non è esattamente come ordinarla a domicilio sulla Terra. Nel caso dei nostri astronauti non è stato esattamente possibile scegliere il tipo di pizza preferito, personalizzarlo, aggiungere una bibita e sedersi comodamente davanti alla tv in attesa del suo arrivo. Ciò che è stato recapitato loro sono state delle basi per pizza, sulle quale ognuno ha aggiunto salsa al pomodoro, mozzarella, salumi, olive e peperoni. La composizione esteticamente più bella era quella del solo italiano presente: l'astronauta milanese Paolo Nespoli, che dallo scorso luglio si trova sulla stazione spaziale per la missione VITA.

La preparazione delle pizze è stata ripresa dal collega Randy Bresnik e poi postata su Twitter dallo stesso Nespoli con un ringraziamento al responsabile dell'ISS. È stato lui, infatti, a procurare le basi e tutti gli ingredienti dopo che l'astronauta aveva dichiarato durante un incontro pubblico che una delle cose che più gli mancavano della Terra era la proprio la pizza.

Il gruppo di astronauti, che per l'occasione si è ribattezzato "Intergalactic Pizza Devouring Squad" ("Squadra di divoratori di pizza intergalattici') ha approfittato dell'assenza di gravità​ per giocare con le pizze, lasciandole fluttuare in aria, ruotandole con un dito e tagliandole con un paio di forbici. 

Cibo per gli astronauti


Fonte: Unsplash

Mangiare in orbita è un'esperienza molto particolare per vari motivi. Innanzitutto il cibo non può essere cotto con fiamme, piastre incandescenti, forni o altre fonti di calore, che sono pericolose. È quindi generalmente precotto, sterilizzato e disidratato, e viene riportato al suo stato naturale con l'aggiunta di acqua fredda o calda. Il cibo in scatola è un complemento per quello disidratato. Si aggiungono le insalate, che vengono coltivate direttamente nella stazione spaziale.

Poiché nello spazio l'olfatto è praticamente azzerato e il gusto notevolmente ridotto, i condimenti sono preparati con ingredienti tali da esaltare la sapidità dei piatti. Tutto è solitamente conservato sottovuoto, con un processo che riduce l'apporto di vitamine del cibo, richiedendo di conseguenza l'uso d'integratori alimentari.

Questo non significa, tuttavia, che gli astronauti debbano confrontarsi ogni giorno con lo stesso menù. I nutrizionisti e i fisici che lavorano negli Space Food System Laboratories della NASA, che dagli anni Sessanta preparano il cibo per gli astronauti che partecipano ai loro programmi, hanno compiuto col tempo molti progressi, offrendo loro una scelta più ampia rispetto al passato. A loro si uniscono altri esperti, che hanno ideato innovazioni fondamentali per gli astronauti, come la macchina a capsule per il caffè espresso testata per la prima volta nello spazio da Samantha Cristoforetti nel 2015.

La pizza sulla terra

Evidentemente la pizza sul nostro pianeta è tutta un'altra cosa. La si può far lievitare a lungo con il lievito madre, condire con ingredienti freschi e selezionati secondo i propri gusti, cuocere in un forno a legna e soprattutto tagliarla in un vero piatto, senza il timore che ci scappi. Manca solo il panorama di cui gli astronauti possono godere dallo spazio, che purtroppo non ci è dato vedere nella pizzeria sotto casa.

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