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Politica | 06 dicembre 2017, 11:58

Spotorno approva la tassa di soggiorno, ma con il no della minoranza

Pareri discordanti in merito al beneficio che questa imposta potrà portare in termini di promozione

Spotorno approva la tassa di soggiorno, ma con il no della minoranza

Il Comune di Spotorno approva la sua tassa di soggiorno. In un’intervista per Savonanews il sindaco Mattia Fiorini aveva già spiegato le motivazioni che lo avevano portato, nel corso del mandato, a ricredersi: inizialmente contrario e adesso favorevole (leggi articolo QUI). Ora tutto questo ha avuto l’approvazione del consiglio comunale.

Nella sua premessa al punto all’ordine del giorno, spiega Fiorini: “Oggi per essere visibili e competitivi in un’ottica internazionale l’unica via percorribile è quella di agire compatti a livello di comprensorio. E con questa operazione, promossa e sostenuta inizialmente dalla Regione Liguria, condivisa tra vari comuni a seguito di un ciclo di incontri e concertata assieme a diverse categorie economiche, finalmente ci muoveremo davvero come comprensorio. La legge prevede che almeno il 60% del gettito di imposta sia reinvestito nel turismo. Gli accordi firmati a livello regionale chiedono anche di più: che tutto questo introito sia dedicato al settore turistico, suddiviso in un 60% (obbligatorio per legge) concordato insieme alle categorie e il restante 40% investito in altri progetti comunque inerenti al settore. In questo modo avremo in mano uno strumento per promuovere in modo adeguato e compatto il brand Italian Riviera nel mondo”.

Voto contrario da parte di Francesco Bonasera (capogruppo Spotorno che vorrei) e Matteo Marcenaro (capogruppo Spotorno nel cuore), che esprimono le proprie contrarietà.

Bonasera: “Il comune ha perso un’occasione per essere coerente con le promesse fatte ai cittadini, il programma elettorale non prevedeva questo ulteriore balzello e mi ricordo che l’attuale sindaco, quando era assessore, aveva persino minacciato di far crollare la maggioranza dell’allora sindaco Calvi se avesse deciso di introdurre la tassa. Allora io ero capogruppo di Forza Spotorno e mi ero battuto fortemente perché l’imposta di soggiorno non diventasse realtà. Negli anni il turismo è cambiato sempre di più, fatto di soggiorni ‘mordi & fuggi’ al risparmio e di alberghi che per essere competitivi sui siti di booking devono offrire tariffe sempre più ridotte all’osso. Quindi questa tassa penalizzerà il turista o l’imprenditore o entrambi, secondo chi dovrà pagarla. Ricordo una Spotorno di tanti anni fa con oltre 80 strutture ricettive, sale da ballo, impianti sportivi per calcio e tennis. Oggi non si investe più, manca un progetto, non c’è programmazione. So che nascerà una sorta di comitato a monitoraggio della tassa di soggiorno: mi auguro che almeno esso sia libero di fare vera concertazione, e non sia obbligato solo a prendere atto delle decisioni del sindaco o dell’assessore competente”.

Marcenaro: “Tutto ciò non ha senso. Nelle altre regioni d’Italia si è lavorato anni per costruire un prodotto adeguato, che oggi viene venduto e promosso anche grazie alla tassa di soggiorno. Qui che cosa intendiamo fare? Chiediamo i soldi in anticipo promettendo che li investiremo in un prodotto che deve ancora nascere? Quindi tassiamo il turista per fargli pagare dei servizi che offriremo a qualcun altro dopo di lui? A prescindere dal fatto che non vedo tutta questa omogeneità di intenti (ricordo che sulla costa ad esempio Andora, Laigueglia, Ceriale, Borgio Verezzi, Bergeggi, le due Albisole e Celle si sono già pronunciate in modo contrario), se promozione dev’essere io ritengo che una mossa di maggior promozionale sarebbe stata quella di annunciare a livello nazionale: diciamo no alla tassa di soggiorno per non gravare sul turista. Sarebbe stata una bella pubblicità”.

Il sindaco replica a queste osservazioni. A Bonasera: “Dal 2015, anno in cui mi opposi alla proposta Calvi, a oggi, sono cambiate tante cose. All’epoca si trattava chiaramente di un progetto per far quadrare un bilancio in sofferenza, mentre oggi c’è un disegno condiviso tra Regione, comuni, categorie per investire seriamente sul turismo. Noi crediamo nel turismo come risorsa essenziale della città, pertanto chiamarci fuori da questo progetto significherebbe farci sorpassare da altri comprensori che questa tassa la riscuotono e la investono. A tal proposito, ci sono numerose testimonianze di città nelle quali gli albergatori, dopo una diffidenza o addirittura contrarietà iniziale, hanno chiesto in seconda battuta addirittura di ritoccare la tassa al rialzo, vedendone il beneficio. Per quanto riguarda il comitato di vigilanza, esso sarà costituito al 50% dall’amministrazione comunale e al 50% dalle categorie, per cui tutto sarà concordato e nulla verrà imposto dall’alto”.

A Marcenaro: “Riguardo alla proposta di usare la non adesione alla tassa come slogan, posso dire che gli slogan non fanno investimento, i veri investimenti si fanno offrendo servizi. Noi vogliamo investire seriamente nel turismo, lo abbiamo dimostrato e abbiamo dato il buon esempio creando quella struttura chiamata appunto Casa del Turismo: non è stato facile realizzarla ma sta già dando i suoi frutti in termini di immagine. Sui dettagli dell’imposta di soggiorno, in ogni caso, tra due anni faremo i correttivi al regolamento e vedremo se e dove sarà il caso di aggiustare il tiro”.

Alberto Sgarlato

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