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Eventi | mercoledì 13 dicembre 2017, 14:15

Laigueglia ha ricordato l’appuntato dei Carabinieri Leandro Veri

Ucciso da un ribelle il 13 dicembre 1938

Laigueglia ha ricordato questa mattina Leandro Veri con una targa per non dimenticare l’appuntato dei carabinieri ucciso in servizio da un ribelle. Un episodio accaduto il 13 dicembre 1938. Alla cerimonia erano presenti il vice prefetto Maria Stefania Ariodante, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Dionisio De Masi, il comandante della compagnia di Alassio Massimo Ferrari, il comandante della stazione di Laigueglia, il comandante della guardia di finanza di Albenga, il comandante dell’aeronautica militare, tutte le massime autorità militari e civili quindi, le associazioni di volontariato locale e la Protezione Civile.

Questo il discorso del sindaco Franco Maglione.

“Care concittadine e cari concittadini, Illustri Autorità Religiose, Civili e militari intervenute, la ricorrenza del 200° di Fondazione della benemerita Arma dei Carabinieri, è stata la motivazione per apportare le ristrutturazioni alla lapide commemorativa del fatto d'Armi avvenuto in Laigueglia il 13.12.1938 occorso all'appuntato dei Carabinieri Leandro Veri, purtroppo ucciso in servizio per mano di un ribelle. La lapide e il testo dell'articolo pubblicato sul giornale "il carabiniere" riprodotto nella bacheca bronzea della memoria in mostra vogliono essere il segno tangibile di una riconoscenza e di un sentimento, che non viene mai meno nei confronti delle nostre Forze Armate e, in particolare, dei nostri Carabinieri. Molte vite, di troppi carabinieri sono state sacrificate nel secolo scorso e, purtroppo, anche in questo. Occorre quindi far memoria dei tragici fatti che hanno costellato la vita dell'Italia con il sacrificio di militari valorosi per proseguire con una semplice riflessione al cospetto di questa lapide commemorativa e per pensare alle nostre Forze Armate, come servizio della Repubblica. Cito direttamente la nostra Carta Costituzionale, citando l’articolo 52: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino [...] L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”. 

Una copia della carta costituzionale è stata affissa in tutte le aule della nostra scuola e, come appena dimostrato, sempre attuale nella vita democratica del nostro paese. E saranno proprio le nostre scuole elementari a leggere la motivazione ufficiale della concessione della Medaglia d'oro alla memoria all'appuntamento dei carabinieri Leandro Veri. Da ultimo ringrazio per l'onore concesso alla nostra cittadina da parte della madrina della cerimonia sig.ra Oriella mamma del Maresciallo Ghione eroicamente deceduto nell'attentato di Nassirya.
Viva i Carabinieri, viva l’Italia.

La storia di Leandro Veri  Medaglia d'oro al valor militare

"Di notte, in unione con il proprio comandante di stazione, durante le ricerche di uno sconosciuto, che, armato di fucile da guerra e di baionetta aveva minacciato nella vita una guardia giurata, venutosi a trovare isolato per esigenza del servizio stesso, avvistato il ricercato, non esitava ad inseguirlo e ad intimargli il fermo. Ferito gravemente in più parti del corpo da un colpo di mitraglia, rispondeva al fuoco e continuava nell’inseguimento del ribelle, raggiungendolo ed ingaggiando con lui violenta colluttazione, riuscendo anche a disarmarlo del fucile. A causa della perdita di forze, sfuggitogli il ribelle ne riprendeva l’inseguimento per lungo tratto e, malgrado l’incessante perdita di sangue, lo faceva segno di altri colpi della sua pistola, lo raggiungeva ed impegnava nuova violenta colluttazione, finché, esausto, cadeva con l’avversario che, ancora in grado di reagire, tentava colpirlo con la baionetta che aveva a portata di mano. Il sopraggiungere del superiore poneva fine alla lotta con l’uccisione del ribelle. Trasportato in luogo di cura, decedeva dopo cinque giorni di atroci sofferenze. Laigueglia (Savona), 13 dicembre 1938".

cs

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