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Attualità | 16 dicembre 2017, 08:30

I radioamatori della sezione ARI Loano: "Noi, che nelle intemperie abbiamo ridato voce a Bardineto"

Troppo di rado si parla di questi "angeli della radio" che agiscono più nell'ombra rispetto a tante forze sul territorio, ma che sono indispensabili per tenere vive le comunicazioni in caso di calamità

I radioamatori della sezione ARI Loano: "Noi, che nelle intemperie abbiamo ridato voce a Bardineto"

Come è noto, durante l’ultima allerta meteo il Comune di Bardineto è rimasto completamente isolato sul fronte delle telecomunicazioni. Ciò che invece merita di essere sottolineato è tutto il lavoro svolto dalla Associazione Radioamatori per “ridare voce” in qualche modo al paese in quella situazione di emergenza. Con tempestività, efficacia e grande competenza tecnica, i radioamatori locali si sono impegnati ad attivare una vera e propria “rete” che consentisse di effettuare in qualche modo almeno le comunicazioni più urgenti.

Abbiamo incontrato alcuni esponenti del direttivo della Sezione di Loano dell’ARI, Associazione Radioamatori Italiani, che ci hanno spiegato come si svolge il loro lavoro: “Partiamo dal presupposto che c’è una grande differenza tra CB e radioamatori, anche se chi non è del settore tende a raggruppare sbrigativamente il tutto. Il CB è esclusivamente hobbysta. In realtà anche il radioamatore lo è (come dice la stessa parola “amatore”), ma innanzitutto sosteniamo un corso della durata di sei mesi, che comprende sia materie più “pratiche”, legate alla radiotecnica, sia più “burocratiche”, riguardanti leggi e regolamenti, per avere ben chiaro tutto ciò che si può fare o no. Al termine del corso sosteniamo un esame ministeriale (per la Liguria è a Genova) e ci viene assegnato il nostro nominativo di riconoscimento univoco e accettato in tutto il mondo.

Detto questo, facciamo sì attività hobbystica, ma anche un importante lavoro di sperimentazione e, soprattutto, come prevede l’articolo 217 del Testo Unico sulle telecomunicazioni, approvato con decreto n° 156 del 29 marzo 1973 e tuttora valido, in caso di calamità dobbiamo essere a disposizione a titolo gratuito e mettere le nostre apparecchiature private  e le nostre competenze al servizio di chi si occupa degli interventi di soccorso”.

Ed è così, quindi, che arriviamo a Bardineto?

“E non solo alla vicenda di Bardineto. La legge impone che in ogni COC (Centro Operativo Comunale) e in ogni COM (Centro Operativo Misto, che coinvolge più sindaci di comuni di uno stesso comprensorio oggetto di calamità) sia presente un radioamatore che gestisce le comunicazioni con la Prefettura e con il Centro Unità di Crisi di Roma. Di fronte a qualsiasi catastrofe, che sia un’alluvione o a un terremoto, le prime cose che saltano sono la corrente elettrica e le comunicazioni. A L’Aquila, durante il recente e tristemente famoso terremoto, sono crollati tra i primi i palazzi della Protezione Civile e della Prefettura, le comunicazioni quindi sono state tenute in vita esclusivamente dai nostri ponti radio.

A Bardineto abbiamo un associato della nostra sezione di Loano che, praticamente, per 36 ore ha vissuto (o quasi) in comune e ha tenuto attive le nostre comunicazioni grazie a strumentazione a batterie, che quindi non era soggetta ai guasti della rete elettrica. Nell’altra celebre alluvione recente, quella del 24 novembre 2016, per garantire soccorso a Calizzano, che era isolata, sono partiti due radioamatori della sezione di Cosseria, che fin dove hanno potuto si sono avvicinati al centro calizzanese con i loro mezzi fuoristrada, impiegando circa 3 ore a causa delle strade dissestate, dopodiché sono stati recuperati con una ruspa e sono arrivati mettendosi con tutte le loro attrezzature nella benna. Era l’unico modo per raggiungere il paese isolato.

Riassumendo: noi sicuramente siamo meno in luce delle forze armate, delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei vigili del fuoco, perché facciamo un lavoro molto più nell’ombra e meno spettacolare, ma siamo indispensabili per garantire le comunicazioni a tutte queste categorie”.

E la sperimentazione in che cosa consiste?

Le associazioni di radioamatori sono in contatto con aziende, centri di ricerca, industrie: tutto ciò che adoperiamo oggi, dalla telefonia mobile ai satelliti artificiali per comunicazioni, è passato prima per le mani di gruppi di radioamatori. Lavoriamo al servizio di forze armate, nel settore della sismografia, della meteorologia… Si pensi solamente che Paolo Nespoli, l’astronauta milanese rientrato ieri dalla missione spaziale sulla ISS, la piattaforma orbitante internazionale, è un radioamatore anche lui. E poi, ad esempio, nel settore della guerra elettronica, con le armi moderne le comunicazioni satellitari sono le prime a saltare. Noi invece adoperiamo una tecnologia semplice, solida, affidabile, che richiede un minimo utilizzo energetico ed è praticamente inviolabile”.

Non solo in guerre e calamità, ma anche in situazioni più liete, giusto?

“Certamente. Noi radioamatori garantiamo supporto in fatto di comunicazioni anche di grandi eventi che richiamano forti afflussi di gente, come le Notti Bianche, o di situazioni dove la copertura telefonica non arriva, come tante manifestazioni sportive outdoor, ad esempio la Maremontana”.

Com’è oggi la situazione della sezione loanese?

“La nostra sezione, intitolata alla memoria di Libero Meriggi, grande esperto del nostro settore, è molto viva: al 2017 abbiamo registrato 61 iscritti molti dei quali, compatibilmente con gli impegni di lavoro e di famiglia, garantiscono la loro disponibilità per tutte le cose che abbiamo appena elencato. La nonna di uno dei nostri soci, purtroppo mancata un paio d’anni fa, fu una grande telegrafista partigiana. Abbiamo un importante storia alle spalle e ogni anno organizziamo un corso, mediamente da gennaio fino alla fine di giugno o ai primi di luglio, dove abbiamo registrato negli ultimi tempi una percentuale di promossi del 100%, per la precisione 5 nel 2016 e 7 quest’anno. I giovani d’oggi sono più distratti da altre tecnologie, gli smartphone, il web, ma da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo a una vivace e positiva controtendenza, con un ritorno in auge dei radioamatori”.

Oltre a coprire tanti eventi, ne organizzate voi stessi?

“Sul sito www.ariloano.it si può trovare il calendario aggiornato di tutti i nostri appuntamenti. Abbiamo avuto ospite della nostra sezione il meteorologo Achille Pennellatore, organizziamo incontri culturali e dibattiti nei quali si affrontano tematiche importanti, dal cambiamento climatico al dissesto idrogeologico. La nostra sede, insomma, è viva e aperta a tutti”.

A questo punto concludiamo con una domanda più leggera, visto che siete costantemente in contatto con l’ARPAL: come sarà questo weekend?

“Si annuncia qualche minima precipitazione, ma nulla di preoccupante”.

Alberto Sgarlato

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