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Attualità | 11 gennaio 2018, 18:10

Intossicazione alla scuola penitenziaria, il SAPPE: "Sostenere che va tutto bene vuol dire raccontare una realtà diversa da quel che si presenta"

"Ci si dovrebbe vergognare per come viene lasciato allo sbando il Personale di Polizia Penitenziaria, in condizioni insalubri, indecenti e vergognose"

Immagine di repertorio

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“Ora che è stato accertato che le cause dell’intossicazione che ha colpito l’altro ieri sera quasi 200 allievi della scuola penitenziaria di Cairo Montenotte, con sintomi da gastroenterite, potrebbero essere riconducibili alla contaminazione dell’acqua in uso alla struttura, nella quale è stato evidenziato una forte presenza di colibatteri, vorrei vedere se c’è ancora chi si ostina a nascondere la testa sotto la sabbia continuando a sminuire la realtà, sostenendo che gli agenti sono stati colpiti tutti da influenza…..”. E’ la domanda che si pone Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, dopo gli esiti degli accertamenti disposti a Cairo Montenotte.

“Sostenere che a Cairo Montenotte va tutto bene e che non c’è nessun problema vuol dire raccontare una realtà diversa da quel che si presenta. Ci si dovrebbe vergognare per come viene lasciato allo sbando il Personale di Polizia Penitenziaria, in condizioni insalubri, indecenti e vergognose. Ed è ancor più scandaloso constatare che gli unici interessi nella organizzazione dei Corsi di formazione dei neo Agenti di Polizia Penitenziaria siano stati quelli di affidare ad assistenti sociali ed educatori – che non fanno parte del Corpo di Polizia – la titolarità della direzione”.

c.s.

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