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Politica | giovedì 11 gennaio 2018, 13:29

Albenga, il candidato premier del M5S Luigi Di Maio ha incontrato le associazioni degli agricoltori

Circa 150 persone, tra curiosi e attivisti, hanno accolto a Palazzo Scotto Niccolari l'esponente del MoVimento Cinque Stelle.

Il candidato premier del MoVimento Cinque Stelle alle prossime elezioni politiche, Luigi Di Maio, ha incontrato le associazioni degli agricoltori ad Albenga, a Palazzo Scotto Niccolari, che ha accolto circa 150 persone tra curiosi e attivisti. Di Maio ha voluto incontrare questa categoria che sta vivendo diverse problematiche in Liguria.

Afferma Aldo Alberto presidente della Cia: "Troppa burocrazia per il piano di sviluppo rurale e la richiesta di mettere mano alla situazione per poter ricevere i fondi che ci sono, ma che di fatto risultano inacessibili. La politica non ha aiutato e solo adesso ci si inizia ad attivare ma con due anni e mezzo di ritardo. L'agricoltura ligure è variegatissima, è importante il confronto costante con i rappresentanti politici per poter aiutare sulle problematiche reali e concrete del territorio".

Gerolamo Calleri, presidente della Coldiretti: "La nostra Liguria ha pagato molto il fattore del dissesto idrogeologico anche per l'abbandono delle campagne. Dovremmo dare dignità ai giovani che coltivano la terra. L'agricoltura ligure è una delle migliori al mondo, poi però facciamo entrare in Italia prodotti provenienti da paesi che non rispettano le normative che noi in Italia ci siamo dati. Dobbiamo fare anche un lavoro sugli acquirenti e sull'etichettatura".

De Michelis, presidente Confagricoltori: "Agea non funziona e deve essere riformata. L'agricoltura è colei che tutela il territorio. Noi abbiamo una certa versatilità ma dovremmo dare una attenzione particolari ai giovani che vogliono approcciarsi all'agricoltura e lo Stato deve aiutarci in questo. Un altro problema è l'acqua. Noi sprechiamo troppa acqua e come conseguenza il fatto che non abbiamo abbastanza di questo importante elemento, indispensabile per l'agricoltura. Dobbiamo rivedere Agea ed essere aperti anche ad altre possibilità come quella di fare in modo che le Regioni si autogestiscano nell'accesso ai fondi. Sull'acqua la Regione ha lasciato decadere le priorità. Noi dobbiamo mettere nelle condizioni le piccole realtà di competere per potersi proporre".

Risponde Luigi Di Maio: "Le associazioni agricole devono essere ascoltate prima di fare le leggi o i regolamenti sui temi che le riguardano. L'unico strumento formale per ascoltare le categorie è '900esco. L'obiettivo prima ancora di discutere dei singoli temi è quella di dare la modalità per le categorie di incidere quando vengono fatte le norme che le riguardano. Dovremmo fare in modo che chi rappresenta un settore possa incontrare i funzionari che compongono i testi. Oggi è troppo difficile riuscire a farlo".

Tra i temi, anche quello del dissesto idrogeologico: “Dobbiamo evitare di costruire, ma ristrutturare l'esistente permettendo all'agricoltura di tutelare il territorio".

Parla poi di Europa Di Maio: "L'Europa non è un monolite immutabile, ma dobbiamo puntare su questo. Noi non abbiamo mai avuto un governo stabile, ma adesso anche la Germania e la Francia per fare due esempi sono in difficoltà. Questo è il momento giusto per sederci ai tavoli importanti per parlare di tematiche come l'agricoltura. Noi diamo all'Ue 20 miliardi di euro, ne rientrano 12 ma l'Europa non deve essere un pozzo senza fondo: il denaro che versiamo deve rientrare. In questi anni abbiamo avuto una visione miope che non ci ha permesso di tutelare quanto avevamo. Noi siamo fuori dai radar di molte norme europee perché nessuno ha mai fatto valere le nostre posizioni. In Europa le piccole imprese hanno 45 dipendenti noi in Italia non siamo neppure considerati come piccole imprese".

 Sull'agricoltura: "L'Agea va proprio riformata del tutto. Noi in Italia abbiamo 187mila leggi nazionali che si sommano a tutte le altre. Questo fa si che ogni impresa agricola, o anche solo una famiglia, ogni due giorni si vede cadere sulla testa  una nuova norma. Da quando giro l'Italia mi sento dire 'basta fare leggi sulla semplificazione che ogni volta introdurre un certificato in più': è proprio il sistema ad essere sbagliato oggi".

"Per superare alcuni problemi dovremmo guardare un po' alle altre realtà europee ad esempio abbassando il costo del lavoro, combattendo anche la burocrazia e lo faremo, ad esempio, attraverso un progetto "leggidaabolire.it": noi chiediamo alle categorie di darci una indicazione in tal senso. Dovremmo potenziare i controlli, unire le banche dati e lasciare libere le persone di lavorare" afferma Di Maio, che infine conclude: "La vera sfida ora è incontrarci dopo il 4 marzo perché in campagna elettorale difficilmente troverete un programma brutto. Ora bisogna guardare quelli credibili".

 

Mara Cacace

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