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Attualità | giovedì 18 gennaio 2018, 14:00

"Pendolaria 2017", ecco i dati di Legambiente: la Liguria è la Regione con il maggior aumento dei costi di tutta Italia

La nostra Regione ha visto un taglio dell’8,1% nei servizi. In questo caso non è la peggiore ma nemmeno la migliore

 

Legambiente ha presentato ‘Pendolaria 2017’, una fotografia del trasporto ferroviario, guardando quei milioni di persone che ogni giorno si muovono per ragioni di lavoro o di studio. Un rapporto che intende aiutare a capire il Paese e a individuare le scelte che riguardano il futuro.

Perché tante questioni e problemi, dall’inquinamento delle città agli obiettivi internazionali sul clima, dall’innovazione alla vivibilità, fino al turismo, si comprendono nella loro concreta dimensione e inestricabile intreccio. Dal 2008 il Rapporto Pendolaria di Legambiente presenta una fotografia della situazione del trasporto ferroviario in Italia e di come sta cambiando la mobilità nelle città e nelle regioni attraverso numeri e storie. È un’ analisi utile non solo a capire la direzione in cui stanno andando politiche e investimenti, ma anche la dimensione di un cambiamento sociale rilevantissimo avvenuto negli ultimi decenni nei grandi centri urbani (con centinaia di migliaia di persone che si sono trasferite nei Comuni intorno ai grandi centri) e per quanto sta avvenendo sulla rete ferroviaria a seguito dei processi di apertura al mercato dei servizi ad alta velocità e di trasferimento alle Regioni delle competenze per il trasporto ferroviario locale.

Per quanto ci riguarda, abbiamo dato uno sguardo al ‘focus’ di Legambiente del 2017 in particolare per i pendolari del ponente che hanno vissuto giornate difficili, specialmente chi frequenta i 147 km della ferrovia Genova-Savona-Ventimiglia con criticità e proteste. Con il cambio d'orario di dicembre 2016 è stata attivata la variante di tracciato a doppio binario fra Andora e San Lorenzo al Mare, incluse le nuove stazioni di Andora, Diano e Imperia e sono 17 le coppie di treni diretti tra regionali ed intercity che percorrono il nuovo tracciato giornalmente. Il problema è che il materiale rotabile non risulta assolutamente in grado di soddisfare le richieste dei pendolari e dei turisti con carrozze in condizioni penose, specialmente nel caso dei treni regionali. I convogli sono infatti vecchi, con sedili rattoppati ed i bagni sporchi e maleodoranti specialmente in estate.

Ed al contrario nei periodi più freddi i pendolari vedono il passaggio di “treni-frigorifero” con carrozze al ghiaccio perché il riscaldamento spesso risulta guasto. Su questo basta ricordare che la Liguria è l’unica Regione del Nord Italia ad avere una età media dei treni superiore a 19 anni. Ma è anche sulla puntualità dei treni che piovono le lamentele. Una situazione per la quale il “Comitato utenti Trenitalia del Ponente” ha iniziato a raccogliere le informazioni in un dossier destinato alla direzione regionale ed in cui sono elencate tutte le situazioni di treni in ritardo, con casi che superano un’ora di ritardo, talvolta causati da guasti ai passaggi a livello. Questo tipo di problema si verifica spesso anche sui treni Intercity che collegano il ponente ligure con Roma come segnalato dal nuovo Comitato per i pendolari Savona-Genova.

I dati di ‘Pendolaria’ sono ovviamente regionali e, per quanto riguarda la Liguria, sono stati 122mila i viaggiatori giornalieri dei treni, il 16,4% in più rispetto al 2011. Ma, il dato più preoccupante, riguarda gli aumenti che, tra il 2010 ed il 2017, sono stati nella nostra regione del 48,9%. Si tratta del record assoluto in Italia, seguito dal 48,4 della Campania ma con aumenti nettamente inferiori in tutto il resto della penisola. La nostra regione ha visto un taglio dell’8,1% nei servizi. In questo caso non è la peggiore ma nemmeno la migliore.

Per quanto riguarda gli stanziamenti la ‘cura’ Delrio ha fatto abbastanza bene e qualcosa, seppur non moltissimo, inizia a vedersi. La Liguria è al 7 posto nel bilancio regionale degli stanziamenti con lo 0,39%, sempre lontana dalla Provincia autonoma di Trento con l’1,54%. Quanto si è speso in Liguria per i trasporti? Nessun investimento per le metropolitane (l’unica è ovviamente a Genova), si sono spesi 46 milioni per le strade e 3,69 per le ferrovie, con una differenza enorme in chiave percentuale (92, contro 7,8%).

Secondo Legambiente cambiare il futuro del trasporto pendolare è possibile. Abbiamo tante esperienze di successo e in ogni parte d’Italia si conferma la disponibilità delle persone a lasciare a casa l’auto quando treni, metro, tram e autobus sono efficienti. Quello di cui il nostro Paese ha bisogno è di una chiara direzione di cambiamento per immaginare e realizzare un futuro diverso per le città italiane e i collegamenti tra i territori, e poi di interventi chiaramente individuati, da programmare, progettare e realizzare bene.

Occorre porsi l’obiettivo al 2030 di raddoppiare il numero di persone che ogni giorno in Italia prende treni regionali e metropolitane, per farli passare da 5,5 a 10 milioni. É una sfida alla portata di un Paese come l’Italia, desiderabile e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi in termini non solo ambientali, e quindi di minore inquinamento, ma in generale di qualità della vita e attrattività delle nostre città e dei territori, di lavoro. É un obiettivo coerente con il pacchetto energia e clima dell’UE al 2030 e sono scelte di questo tipo, ambiziose ma anche molto concrete, che possono restituire una speranza nel futuro. Ma per riuscirci occorre nella prossima legislatura accelerare le politiche per la mobilità sostenibile.

 

Carlo Alessi (SanremoNews)

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