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Politica | domenica 21 gennaio 2018, 15:00

Alassio, la presidente del Comitato per gli immigrati risponde all'assessore Viale:"Anche noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini"

Ieri l'assessore alla sanità si era schierata dalla parte del sindaco di Alassio Canepa, condannato per l'ordinanza "antiprofughi"

Dopo la condanna del Sindaco di Alassio Enzo Canepa, condannato a quattromila euro di multa dal Tribunale di Savona per l’ordinanza discriminatoria anti immigrati, l'Assessore regionale alla sanità Sonia Viale si schiera contro la condanna al primo cittadino alassino.

Le risponde Aleksandra Matikj, presidente del "Comitato per gli immigrati" citando quanto scritto ieri da Savonanews (leggi QUI): «Ho saputo quanto commentato dall’assessore Viale in merito alla condanna al Sindaco Canepa, lei ha sostenuto che: "Si trattava di un'ordinanza a favore dei cittadini, delle persone e non contro qualcuno, quando si parla di sanità il massimo responsabile è il sindaco che ha a cuore la salute dei cittadini in una gestione di un'emergenza immigrazione che mette le questioni salute in secondo piano rispetto ad altre".

"Mi dispiace che - continua la presidente - purtroppo, né il Sindaco Canepa, che a condanna espressa dal Giudice ha replicato ai giornalisti «Lo rifarei», né l’assessore Viale abbiano capito la gravità di quell’ordinanza in quanto discriminatoria. Anche noi abbiamo a cuore la salute dei Cittadini, su questo non si discute, però qua si tratta di un’ordinanza discriminatoria, perché vietava l’ingresso nel Comune di Alassio a noi immigrati sprovvisti di certificato sanitario, è una forma di discriminazione inaccettabile in un paese democratico come l’Italia".

"Vorrei ricordare all’assessore che la legittima tutela della salute dei cittadini non ha nulla a che fare con allarmistici proclami in cui lo spettro di malattie disparate come Ebola, AIDS, tubercolosi o scabbia, viene agitato al solo scopo di impedire l’accesso al Comune a una precisa tipologia di persone identificate nell’ordinanza del Sindaco Canepa come persone prive di fissa dimora provenienti da Paesi dell’area africana, asiatica e sudamericana - continua la denunciante - Diverso sarebbe stato se fosse stata fatta un’ordinanza sanitaria che prevedeva dei controlli sanitari per tutti, uguale ed allo stesso modo, una volta tornati da Africa, Asia o Sudamerica, sempre che siano quelli i paesi dell’ipotetico contagio. Io oggi vorrei ricordare all’Assessora Viale che la Liguria ha il primato delle persone infettate da HIV e che in primis vengono colpiti i giovanissimi Cittadini ma di questo fenomeno non se ne parla, forse perché loro non sono Migranti. È un doppio danno: ma se la politica si fa per scagliare la gente contro noi Migranti per prendere i voti, allora non sorprendiamoci poi di certi risultati in Liguria dovuti ad alcuni silenzi".

"Vorrei ringraziare oggi Raffaela Paita, Stefano Quaranta e Walter Massa che fin da subito si erano schierati contro l’ordinanza del Sindaco Canepa" conclude Aleksandra Matikj.

cs

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