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Al direttore | 23 gennaio 2018, 13:17

Lettera al direttore, Bruno Chiarlone Debenedetti: "Scendendo verso Varazze"

"Il tempo si amplifica quel tanto che basta quando viene riflesso da un barlume di specchio"

Lettera al direttore, Bruno Chiarlone Debenedetti: "Scendendo verso Varazze"

Seguiamo la linea curva del tempo che cambia direzione nello spazio immateriale, mentre ci capita di scendere verso Varazze, il tempo si amplifica quel tanto che basta quando viene riflesso da un barlume di specchio, questo tempo è un ballerino che cambia sempre dimensione, che cambia sempre posizione, che si ferma e si muove come una farfalla bianca in un giardino di lavanda fiorita anche a gennaio come a primavera...

Il tempo della caduta di una goccia di pioggia che si schianta sulla scogliera, ancora quel tempo che è incontrollabile per noi e si perde in differenti situazioni e poi nuovamente si ritrova assai consistente ma deformato mentre si avvolge con velocità su sé stesso, lungo il tronco degli eucalipti.

Non tempo muto né sordo, ma tempo avvolgente, tempo fluido attorno a noi e dentro i nostri più introvabili pensieri, molto più che reale e anche immaginato a lungo, come un tempo che vorremmo rallentabile a nostro piacere, lungo l'Aurelia che contorna il litorale, quel tempo che improvvisamente sparisce e ci rimane negli occhi il mare così bello anche d'inverno.

Tempo che tenta in ogni modo la fuga ma forse abbiamo già imparato a fermarlo in tempo, ci opponiamo con grande forza, prima che arrivi ai Piani d'Invrea, qualche volta lo fermiamo con l’inganno, alla sua continua scomparsa; tempo finalmente bloccato e rivissuto come fosse nuovo, tempo dell’eterno ritorno che però ci trapassa da parte a parte come fa un raggio di sole attraverso i lucidi vetri della finestra; tempo in eterna fuga che si introduce come forza fisica fin dentro le nostre visceri.

Anche sentire un suono o un sapore lungo la scogliera del Mar Ligure di Ponente ci sposta nel tempo, ci rimanda ad un altro tempo e specialmente il sapore ci collega ad un tempo diverso, quando lo stesso sapore era stato percepito in maniera più intensa oppure certi sapori non ci erano graditi per nulla.

Quando abbiamo finalmente imparato a ingannare il tempo e a far  di tutto senza aspettar tempo, senza remore il tempo fugge, ci lascia anzitempo, indifferente senza voltarsi indietro...

                                                                       Bruno Chiarlone Debenedetti

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