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Politica | sabato 17 marzo 2018, 09:13

Politiche 2018, il circolo Pd di Cairo analizza le cause e gli effetti della sconfitta elettorale del 4 marzo

Il segretario Di Sapia ha consegnato ieri sera durante l'assemblea provinciale Pd il documento di sintesi di voto

Politiche 2018, il circolo Pd di Cairo analizza le cause e gli effetti della sconfitta elettorale del 4 marzo

Il Circolo Pd di Cairo Montenotte analizza le cause principali della sconfitta alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo. Di seguito il documento di sintesi di voto consegnato e relazionato dal segretario del Circolo Michele Di Sapia durante l'Assemblea Provinciale Pd di ieri sera.

Si legge nella nota: "Il Comitato Direttivo del Circolo Pd di Cairo Montenotte riunito in data 14 marzo 2018 per esaminare le cause e gli effetti della pesante sconfitta elettorale del 4 marzo sintetizza gli orientamenti emersi nel corso della riunione in questo documento che chiede venga messo agli atti di questa assemblea provinciale".  

CAUSE PRINCIPALI DELLA SCONFITTA.

1 - l'incapacità di comprendere il rifiuto degli elettori verso il sistema dei partiti tradizionali in larga parte giudicati inadeguati e consociativi; 

2 - un grande difetto di comunicazione delle novità introdotte dagli ultimi governi del paese che sono state importanti sulla carta ma non in grado di incidere sulle condizioni materiali di vita dei cittadini e delle famiglie almeno in fase di avvio; 

3 - la nostra mancanza di elaborazione sui principali temi dell'agenda politica quali il lavoro, lo sviluppo, la rete dei servizi, il fisco, i rapporti con l'Europa, l'emigrazione ecc. Slogan quali il reddito di cittadinanza dei 5 stelle o "prima gli italiani" della Lega di Salvini ci hanno trovato impreparati e privi di risposte comprensibili a tutti;  

4 - il continuo adattamento di posizioni a seconda degli interlocutori anche numerici del momento messo in atto tipo sulla questione dello ius solis; 

5 - la nascita di Leu e il cambio di campo improvviso di personaggi da noi stessi indicati ai vertici delle istituzioni che hanno  evidenziato alla opinione pubblica che gli altri si dividono e noi ci laceriamo; 

6 - le quotidiane divisioni della nostra azione politica che Maurizio Martina con una bella immagine ha definito "costante rumore di fondo.

SI PUÒ USCIRE DA TALE STATO DI COSE?

Ci si può almeno provare visto che l'alternativa sarebbe chiudere tutto e buttare via la chiave. Ma si può provare con chiare condizioni e precisi impegni.

1 - sapere che sarà un lavoro di lunga lena; 

2 - rifiutare ogni tendenza all'arroccamento o alla sterile difesa del fortino assediato del tipo: siccome abbiamo perso tutti assieme  restiamo tutti fermi in attesa di tempi migliori aspettando gli errori degli altri per riproporre noi stessi tal quali; 

3 - individuazione ed elaborazione di contenuti programmatici a portata di comprensione sui quali provare a riaprire un canale con i cittadini; 

4 - abbandono di atteggiamenti predicatori o da maestrine dalla penna rossa in modo che risulti anche piacevole e possibile per i cittadini dialogare con noi; 

5 - apertura delle nostre sedi e delle nostre riunioni a cittadini interessati a questioni anche spicciole o particolari un po' come fu nel primo Pd di Veltroni;  

6 - disponibilità dei nostri dirigenti di base a vivere on the road;  

7 - ristrutturazione e rafforzamento dei quadri dirigenti provinciali in modo che si liberino sia da forme di autoreferenzialità sia dalle pressioni di esponenti ritenuti forti in ragione del ruolo o dei pacchetti di tessere e riassumano come stella polare la complessità di tutti i territori dei quali sono chiamati ad occuparsi.

COSA FARE ORA IN VISTA DELLE SCADENZE ISTITUZIONALI

Da parte di tutti gli intervenuti al Direttivo di Cairo è emersa la necessità che il PD si collochi all'opposizione sia di un Governo a guida 5 stelle che di un Governo a guida centrodestra. D'altro canto questa è stata l'indicazione degli elettori. Ciò non vuol dire non essere responsabili nei confronti dell'Italia e degli Italiani. Ciò non vuol dire che se i 5 stelle o il centrodestra portassero provvedimenti davvero utili al paese noi saremo pregiudiziali. Vuol dire però chiaramente che nelle condizioni date noi non faremo da stampella a nessuno.

COSA FARE NEL PARTITO E DEL PARTITO

Il Circolo di Cairo approva il timing proposto dal reggente Martina. Quindi: convocazione in tempi possibili dell' Assemblea Nazionale con scelta se nominare un segretario con pieni poteri o procedere alla convocazione del Congresso. Forse sarebbe più saggio, visto che le Assemblee permanenti dovrebbero essere finite più o meno nei primi anni 70 del Secolo scorso e sarebbe più opportuno ritrovare quella capacità di proposta alla quale questo documento più  volte ha fatto cenno. Un Congresso con le attuali regole, primarie incluse che pure sono uno degli elementi fondativo del PD, finché non si chiarisce perché è per fare cosa esistiamo come partito potrebbero essere inutili se non dannose.  

c.s.

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