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Economia | 21 marzo 2018, 09:00

La malagiustizia, un fenomeno tutto italiano che danneggia gli imprenditori

Intervista al Presidente dell'Aisom, Stefano Vergani

La malagiustizia, un fenomeno tutto italiano che danneggia gli imprenditori

La giustizia, come certificato dai dati di Bankitalia è una macchina con spese esorbitanti e che funziona male. Un sistema che costa ai cittadini italiani quasi 8 miliardi l’anno, un dato che viene stravolto a causa della malagiustizia, che presenta un conto addirittura superiore: oltre il doppio. I numeri della malagiustizia sono impietosi, una zavorra che causa giudizi lenti ed inesatti con una sequela di processi senza fine e aule di tribunali invase da fascicoli. Una situazione che avvelena l'operato di quella Giustizia con la maiuscola, volenterosa ma con le mani legate. Una malagiustizia che grava pesantemente sull'economia e sulle imprese. I corridoi delle aule di giustizia sono sempre più invase di imputati ed accusatori, ma tutto langue. Ci sono quasi 3 milioni di processi in attesa di giudizio, valori che fanno diventare il nostro paese lo zimbello dell'Europa. Ma tutto questo quanto incide sull'economia delle imprese? Quante ore di lavoro e quanto tempo si perde a causa della malagiustizia? A spiegarcelo ci pensa Stefano Vergani, Presidente Aisom.

Dato che il mercato imprenditoriale obbliga a competere, il fattore tempo è un elemento decisivo. Ma quanto incidono i tempi biblici dell’attesa del rilascio delle necessarie licenze e autorizzazioni nonché dei sistematici ritardi nella definizione dei contenziosi giudiziari?

Moltissimo e in varie forme e tempi. Tutte le norme emanate in questi anni, anche con buon spirito ( vedasi il consolidamento dell'ANAC ) hanno però raggiunto spesso risultati opposti rispetto alle intenzioni. Del resto già se guardiamo alle meno recenti riforme sugli appalti pubblici ( gli accreditamenti SOA, la centrale acquisti CONSIP,..) hanno mostrato il fianco alla bontà delle riforme, non tanto per le prospettive dei legislatori, quanto per la costante ed infausta ingerenza dei poteri politici e il burocratismo, spesso malevolo dei funzionari. La riforma dovrebbe avere un seguito con l'allontanamento dei funzionari corrotti o corruttivi e l'ingerenza dei poteri ( spesso sollecitati dalle lobbies di affari )”.


La malagiustizia è un'emorragia che terrorizza gli investitori e rende impotenti gli imprenditori onesti. Come tutelarsi?

La famosa e decantata riforma della Giustizia, mai veramente iniziata, protrae i dubbi sulla liceità delle riforme e la buona volontà della macchina pubblica. Tutelarsi? Abbiamo suggerito a Novembre in Senato l'adozione di nuove forme di distinzione ( ISO 37001 come accreditamento esimente per la 231/01 - vedasi locandina allegata ) con una buona disponibilità del Sottosegretario Ferri, ma con le ultime elezioni tutto si è fermato. Il mondo ci guarda e la clessidra continua a scorrere”. 


Ma è vero che i tribunali rischiano di affossare le imprese a causa delle lungaggini processuali e della mancanza di personale?

Vero. Le risorse umane ed infrastrutturali scarseggiano ( ma lo Stato non ha budget adeguati al riguardo ) e l'informatizzazione continua non è ancora riuscita a sostenere l'aumento dei volumi”.


Una forbice che continua ad aprirsi. Che peso ha la politica in questa débâcle?

Lo Stato e gli EE locali continuano a promettere nuove azioni e tempi ridotti, ma forse non c'è la volontà politica di affondare la lama nella questione. Forse le lobbies che ne avrebbero ( ma è tutto da dimostrare ) dei contraccolpi, non amano che una azione concreta sovverta l'andazzo”.


Quali sono i suggerimenti per vincere la malagiustizia?

Sicuramente una politica meno interessata ai propri giochi di potere e più realmente attiva per affrontare e risolvere il problema e poi un potente indirizzo sulle strutture amministrative. Troppe concrezioni. Troppe consuetudini pericolose da gestire perchè insidiano forti interessi corporativi. C'è solo da sperare in un nuovo corso politico ed anche un senso civico - economico diverso”.





Maurizio Losorgio

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